
Hollyland ha presentato il 22 settembre il LARK M3, e la novità non è nel microfono in sé: è nel modo in cui i pezzi si parlano. Fino a quattro trasmettitori su un ricevitore, oppure un trasmettitore su quattro ricevitori contemporaneamente. Per chi gira interviste a più voci o talk con due o tre camere, è un’architettura che finora trovavi solo salendo parecchio di prezzo.
Cosa c’è dentro
I numeri dichiarati da Hollyland, verificati anche su Newsshooter:
- Sistema: fino a 4 trasmettitori e 4 ricevitori, aggiungibili o rimovibili anche a registrazione in corso
- Trasmettitori: 9 grammi l’uno, rapporto segnale/rumore di 70 dB, SPL massimo di 125 dB, aggancio magnetico
- Audio: 48 kHz a 32 bit float su iOS, 24 bit su Android; fino a quattro tracce separate tramite il ricevitore USB-C
- Portata: fino a 300 metri in campo aperto, sulla banda 2,4 GHz
- Riduzione rumore AI su tre livelli, più otto preset di voce personalizzabili
- Autonomia: circa 8 ore per trasmettitore a riduzione rumore spenta, 4-4,5 ore con la riduzione attiva; la custodia di ricarica porta il totale fino a 48 ore
- Ricevitori: versione per camera (su slitta) e versione USB-C per telefono e computer, con logica Primary/Secondary e passaggio automatico se il principale cade
Prezzi USA: 99 dollari il kit 2 trasmettitori + 1 ricevitore, 119 dollari con 2 ricevitori, 179 dollari sia per 2+4 sia per 4+2. In tutto sette configurazioni, già in consegna.
Dove secondo noi ha senso
Il caso d’uso vero è il documentario leggero e il contenuto aziendale: tre persone attorno a un tavolo, una camera larga e due strette, e ognuno con la sua traccia pulita. Con un solo trasmettitore che manda a più ricevitori puoi avere lo stesso audio di riferimento su tutte le camere, e in montaggio la sincronia per forma d’onda diventa una formalità. Su una Sony FX6 come A-cam e una Sony FX3 come B-cam è una configurazione che vediamo uscire spesso per interviste e branded content.
Detto questo, va chiarito cosa non è. Non c’è timecode e non c’è una registrazione interna di sicurezza nel trasmettitore dichiarata nell’annuncio. E il 32 bit float vale sul telefono via USB-C: in camera il segnale entra comunque dal preamplificatore della macchina, quindi il livello si imposta come sempre.
Tre accortezze sul set
- Il 2,4 GHz è affollato. A un matrimonio o a una fiera, tra Wi-Fi, telefoni e trasmettitori video, i 300 metri dichiarati diventano molti meno. Tieni il ricevitore in vista dei microfoni.
- Riduzione rumore con giudizio. Oltre a dimezzare l’autonomia, sul parlato vicino tende a mangiare le code delle parole. In esterni con vento usa prima la spugna, poi il livello più basso.
- Una traccia sporca non si recupera. Se l’intervista è il cuore del lavoro, registra anche un riferimento su un secondo ricevitore: con questo sistema costa poco.
Comprarlo o noleggiarlo?
A questo prezzo, per un videomaker che lavora tutte le settimane, comprarlo ha senso: si ripaga in pochi lavori. Quello che conviene noleggiare è il resto della catena, cioè le camere, le ottiche e le luci su cui questi microfoni finiscono montati. Per una fiction o uno spot con fonico sul set, invece, restiamo sui sistemi professionali in UHF: un kit da creator non sostituisce un reparto audio. Se stai mettendo insieme un set per interviste multicamera, dai un’occhiata alle Canon EOS C70 e ai nostri kit pronti.
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