
Il 22 ottobre Sigma ha presentato la FP2, seconda generazione della fp del 2019. L’idea è la stessa, un parallelepipedo full frame che sta in una tasca, ma questa volta dentro c’è un sensore parzialmente stacked da 24,5 megapixel, il 6K open gate e il ProRes RAW. Il corpo pesa 376 grammi, 460 con batteria e scheda. Il preordine negli Stati Uniti è a 2.199 dollari solo corpo, 2.749 dollari con il mirino elettronico EVF-21. Il listino in euro non è ancora stato comunicato.
Cosa c’è dentro
Dalla scheda ufficiale Sigma, le voci che interessano a chi gira:
- Sensore full frame 35,9 x 23,9 mm, attacco L-Mount
- 6K open gate fino a 59,94p in H.264/H.265; 4K fino a 59,94p, 100 e 119,88p in crop; 2K fino a 119,88p
- Apple ProRes RAW HQ e ProRes RAW a 12 bit, fino a 6K 29,97p
- L-Log di Leica, doppia ISO base 1.250 e 10.000 in Log e RAW
- 14,1 stop dichiarati in 4K full frame L-Log, con 7 stop sopra il grigio medio da ISO 1.250 in su
- Audio 32 bit float su 4 canali, ma solo con la slitta HU-21 e gli accessori Panasonic DMW-XLR2 o DMW-DMS1
- Supporti: 70 GB di memoria interna, SD UHS-II, SSD esterno su USB 3.2
- Uscite: HDMI 2.1 a grandezza piena, ingresso timecode sul minijack da 3,5 mm, niente SDI
- Circa 130 minuti di ripresa con la batteria BP-91, il 30% in più della prima fp
Un dettaglio da tenere presente: il ProRes RAW si registra solo su SSD collegato via USB-C. Sulla SD e sulla memoria interna vanno H.264, H.265 e L-Log. Newsshooter, che ha pubblicato l’annuncio con tutte le tabelle, fa notare che nelle specifiche c’è qualche incoerenza sul frame rate massimo in RAW: per ora il dato ufficiale è 6K a 29,97p.
Le cose che piacciono a un DoP
Secondo noi la novità più interessante non è il sensore ma il Director’s Viewfinder. Simula l’inquadratura di varie camere da cinema, e adesso ci sono anche ARRI ALEXA 35, Sony VENICE 2 e Sony BURANO, con il desqueeze per le anamorfiche. Per un sopralluogo è un oggetto comodo: ti porti 400 grammi in tasca, provi le focali e sai già cosa vedrai con la camera vera il giorno delle riprese.
Poi c’è il gyro: la FP2 salva accanto al file un .CSV con i dati di movimento e un .JSON con il profilo dell’ottica, utili per stabilizzare in post. La stabilizzazione in camera dichiarata è solo elettronica, con crop 1,25x, e non funziona in 6K.
Dove la mettiamo sul set
Sul campo, una camera così piccola serve a tre cose: crash cam, camera da auto o da spazi stretti, e seconda camera leggera su gimbal. In tutti e tre i casi pesa poco. Su un DJI RS 3 Mini ci sta con margine anche con un’ottica fissa compatta.
Dove secondo noi non sostituisce niente: come A-camera su una produzione con troupe. Senza SDI, con l’audio professionale legato ad accessori di un altro marchio e il RAW solo su SSD appeso a un cavo, il rig cresce in fretta, e a quel punto una Sony FX3 o una FX6 fanno lo stesso lavoro con meno compromessi. Se serve un monitor serio, l’HDMI 2.1 a grandezza piena è una buona notizia: un Atomos Ninja V si collega senza adattatori fragili.
Comprarla o aspettare?
Per un videomaker che gira da solo e vuole un full frame tascabile in RAW, a 2.199 dollari la FP2 ha senso. Per una produzione in Abruzzo che la userebbe qualche giorno l’anno come crash cam, no: il conto lo fa meglio il noleggio, che porta anche le SSD, le batterie e le schede già pronte. Prima di comprare una camera da affiancare a quelle che avete, guardate cosa abbiamo nelle attrezzature e chiamateci: vi diciamo noi se la seconda camera che vi serve c’è già.
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