Sui set in Abruzzo capita più spesso di quanto si creda: sali di quota, entri in una valle del Parco Nazionale o in un borgo dell’entroterra, e il 4G sparisce. Finché si tratta di rispondere a un messaggio pazienza, ma quando la produzione deve mandare i giornalieri, fare una call con il cliente o scaricare una liberatoria firmata, la connettività diventa un reparto come la luce o il suono. Per questo teniamo a noleggio il Kit Starlink Internet Satellitare: è il pezzo che, secondo noi, salva più giornate di quanto il suo prezzo lasci immaginare.

Cosa arriva davvero in location

Il kit è essenziale: parabola con puntamento automatico e router Wi-Fi. Si posiziona con vista libera sul cielo — un piazzale, il tetto del van, un prato senza chioma sopra — si alimenta a 230 V (va benissimo il generatore che avete già in produzione) e in pochi minuti la troupe è online. Niente SIM, niente configurazioni, niente telefonate all’operatore. Le specifiche del servizio sono pubbliche sul sito ufficiale Starlink.

  • Connessione satellitare a bassa orbita (LEO)
  • Download tipici nell’ordine dei 50-200+ Mbps
  • Latenza tipica 25-60 ms
  • Operativo dove 4G e 5G non arrivano

Il numero che conta di più non è la velocità di picco, è la latenza. Con 25-60 ms una call di produzione o una revisione con il cliente in remoto sono fluide; con le vecchie satellitari geostazionarie, che viaggiano su mezzo secondo di ritardo, una conversazione normale era impossibile.

Quando conviene sul serio

Sul campo abbiamo visto tre situazioni in cui il kit si ripaga già nella prima giornata.

Documentario e reportage nelle aree interne

Girare doc in montagna vuol dire tornare al base camp con le card piene e nessun modo di metterle al sicuro prima di sera. Con una linea vera fai partire il backup su cloud mentre si smonta, invece di far scendere qualcuno in macchina fino al primo paese con segnale. Se lavori con una Sony FX9 su giornate lunghe, è la differenza fra dormire tranquillo e non dormire.

Produzioni con approvazione a distanza

Spot e branded content dove agenzia o cliente non sono sul set: mandare un frame, una selezione o un montaggio grezzo mentre si gira evita il giro di ripensamenti del giorno dopo, che è sempre il più costoso.

Girato pesante

Se registri RAW ad alta risoluzione — pensiamo a una Blackmagic URSA Cine 12K — i giornalieri non stanno su una chiavetta e il transfer non si improvvisa. Avere banda in location cambia il ritmo di tutta la post.

Tre accortezze imparate sul campo

  • Vista libera sul cielo, davvero. Rami, cornicioni e ponteggi sopra la parabola producono micro-interruzioni che non vedi finché non parte la videochiamata. Meglio dieci metri di cavo in più e un punto pulito.
  • Alimentazione dedicata. Se attacchi tutto allo stesso generatore delle luci, ogni accensione di un HMI o di un COB si sente. Prevedi una linea separata o un piccolo gruppo di continuità.
  • Il Wi-Fi non copre l’intero set. Fra parabola e video village ci sono spesso muri e cinquanta metri: se il regista deve stare online, porta un cavo di rete invece di sperare nel segnale.

Con cosa lo abbiniamo

Nella pratica esce quasi sempre insieme al corpo macchina principale e a un banco di lavoro: un laptop per il DIT, dischi per il backup e — quando il set è mobile — la distribuzione dell’alimentazione. Nei nostri kit pronti lo aggiungiamo come voce a parte, perché non serve a tutte le produzioni: serve tantissimo a quelle che lavorano fuori copertura.

Perché a noleggio, non comprato

Acquistare l’hardware e tenere attivo un abbonamento mensile ha senso solo se lavori ogni mese in zone senza rete. Per la maggior parte delle produzioni si parla di pochi giorni all’anno: da noi il kit è 75 € al giorno, 185 € per tre giorni e 260 € a settimana (IVA esclusa), con consegna e ritiro sul set inclusi in tutta la regione. Se una sola giornata persa per un file non consegnato costa più di così, il conto è già fatto.