GoPro ha finalmente messo una data sulla MISSION 1 PRO ILS, la prima macchina della casa con ottiche intercambiabili: settembre. L’ha detto il CEO Nicholas Woodman nella call sui risultati del secondo trimestre fiscale 2026, annunciando in contemporanea una nuova app di monitoraggio per iPhone e iPad. Il prezzo era già noto dalla presentazione di primavera: 699,99 dollari, 599,99 per chi ha già un abbonamento GoPro.

Cosa è, in concreto

Stesso sensore da 1 pollice e 50 megapixel della MISSION 1 PRO, stesso processore GP3, stesse capacità di ripresa fino all’8K, ma senza ottica fissa: al suo posto c’è un attacco Micro Quattro Terzi. Il corpo resta minuscolo ed è dichiarato weatherproof, non waterproof. Sul set non è un dettaglio da poco: sotto la pioggia va coperta come qualsiasi altra macchina, a differenza di quello a cui GoPro ci ha abituati.

Il punto da capire prima di entusiasmarsi è proprio l’innesto. È un attacco completamente privo di contatti elettrici. GoPro l’ha scelto per evitare problemi di massa e per permettere il cambio ottica in campo in sicurezza, ma la conseguenza è netta: niente autofocus, niente diaframma comandato dal corpo, nessun dialogo con la stabilizzazione ottica. Funzionano solo le ottiche a fuoco e diaframma manuali. Nel mondo Micro Quattro Terzi ce ne sono comunque parecchie, e con oltre cento adattatori disponibili entrano in gioco anche il vetro vintage e i primi PL.

Il crop è la vera variabile

Un sensore da 1 pollice dietro un attacco MFT vuol dire che il cerchio d’immagine avanza: qualunque ottica MFT copre senza problemi. Il rovescio è il fattore di crop, circa 2,7x rispetto al full frame, che sale a circa 3x quando attivi la stabilizzazione in macchina. Tradotto in pratica: un 17mm MFT ti restituisce l’inquadratura di un 50mm. Il tele lungo lo ottieni gratis, il campo largo va progettato con i pancake da 6 a 12mm, che su un corpo di quelle dimensioni sono comunque l’abbinamento naturale.

L’app Mission Monitor

Woodman ha descritto Mission Monitor come anteprima live su iPhone e iPad con strumenti di monitoraggio professionali: overlay di composizione e controllo remoto per inquadrare, esporre e far partire la registrazione. Arriva sull’App Store a settembre insieme alla macchina. Con un corpo che non ha un monitor vero e ottiche solo manuali, l’app non è un accessorio: è il modo in cui si fa il fuoco.

Perché noi la guardiamo con calma

Nella stessa call GoPro ha comunicato ricavi in calo del 31% a 105 milioni di dollari, unità vendute a -38% (291.000 pezzi), una perdita GAAP di 51 milioni e cassa scesa a 27 milioni, con il processo di vendita della società dichiarato in fase avanzata. Non è un dato da lasciare agli analisti: chi compra attrezzatura, e ancora di più chi la mette a noleggio, ha tutto l’interesse a sapere chi manterrà il firmware e chi risponderà in assistenza fra due anni.

Secondo noi la ILS un posto in produzione ce l’ha, ed è quello della macchina sacrificabile: POV, crash cam, punto fisso in un angolo dove non metteresti mai la A-camera, riprese da mezzo in movimento, action girata tra gli sterrati e la neve dell’Appennino. A settecento dollari con un pancake sopra è un oggetto che ti puoi permettere di rischiare. Non è, e non prova a essere, una B-camera che stacca pulita accanto a una RED KOMODO 6K o a una Sony FX3: sensore, gamma dinamica e workflow colore giocano un altro campionato.

Il consiglio pratico, se il progetto ha una sola giornata di riprese con quel tipo di inquadrature: noleggiare un corpo compatto che già conosci e un DJI RS 3 Pro costa meno che scommettere su una macchina non ancora arrivata sul mercato. A settembre la proveremo sul serio e, se regge le promesse, valuteremo se farla entrare nei nostri kit. Fino ad allora, giudizio sospeso.

Fonte ufficiale: GoPro MISSION 1. Verifica e dettagli sulla trimestrale: RedShark News.