Avid ha presentato il 27 agosto Media Composer 2026.8, la versione che porterà a IBC ad Amsterdam e che sarà scaricabile dal 1° settembre. Sulla carta è un aggiornamento pieno di intelligenza artificiale, ma la notizia vera per chi lavora in post in Italia è un’altra, ed è nascosta nella riga sui tier di licenza: il bin locking sugli storage di terze parti passa solo al tier Enterprise.

Cosa cambia davvero: la collaborazione si sposta dentro il software

Fino a oggi, per far lavorare due o tre montatori sullo stesso progetto appoggiato a un NAS o a uno storage non Avid, si usava l’emulazione NEXIS/ISIS oppure si comprava Mimiq (circa 500 dollari a licenza). Con la 2026.8 quella logica sparisce dallo storage e finisce dentro Media Composer: il bin locking e gli Shared Projects diventano una funzione dell’applicazione.

  • Standard e Ultimate: bin locking e Shared Projects solo su storage Avid (NEXIS), che ora scende di tier ed è disponibile già dallo Standard.
  • Ultimate: perde l’emulazione NEXIS/ISIS, quindi niente più bin locking su storage di terze parti.
  • Enterprise: è l’unico che lavora in condivisione su storage qualificati di terze parti — EditShare, Facilis, NAS generici — e su cloud come LucidLink, Suite Studios e Shade.

Chi resta sulla versione attuale non deve fare nulla: i progetti aperti continuano a girare. Il nodo si presenta al primo aggiornamento. Le cifre che circolano nei canali rivenditori parlano di circa 900 dollari l’anno per Enterprise, con un upgrade da Ultimate intorno ai 99 dollari: da confermare sul listino italiano, ma l’ordine di grandezza è quello.

Il nostro punto di vista sul campo

Secondo noi è una mossa a doppio taglio. Da un lato togliere Mimiq dall’equazione semplifica la vita: una licenza in meno da gestire, un componente in meno che si rompe il venerdì sera. Dall’altro, le realtà piccole — le case di post da due postazioni che in Abruzzo e nel Centro Italia sono la norma — si trovano il conto spostato su un tier che prima non guardavano nemmeno. Se il vostro flusso è “due montatori, un QNAP, un progetto condiviso”, questa è una voce di budget nuova da mettere a preventivo per il 2027.

Il resto del pacchetto è più tranquillo. Ready to Edit è la funzione agentica che prepara il materiale prima del montaggio; PhraseFindAI Multicam Auto Cut monta il multicamera seguendo chi parla e mette i tagli sui confini del parlato, con l’editor che poi corregge a mano. Sulle interviste e sui talk a tre camere è il tipo di automatismo che fa risparmiare ore vere. Ci sono poi i tool di trascrizione più maturi (annullare le modifiche, spezzare i segmenti, riproduzione continua), l’adapter OpenTimelineIO 2.0 per scambiare timeline con altri software, la ricerca sulle colonne dei bin e qualche correzione a Titler+. Il pannello Google Gemini integrato, invece, ad Amsterdam sarà una anteprima tecnologica: non contateci per il lavoro di settembre.

Una nota che ci fa piacere: Media Composer First, la versione gratuita, adesso ha il set completo di funzioni di montaggio, tutti i codec e i formati, e i progetti sono compatibili con il resto della famiglia. Per chi si sta formando è il modo più onesto di imparare Avid senza pagare.

Cosa c’entra tutto questo con le riprese

C’entra più di quanto sembri: le decisioni di post si prendono sul set. Se il montaggio girerà su proxy condivisi in cloud, conviene organizzare il data management già in ripresa — registrazione esterna ordinata, naming pulito, backup doppio prima di smontare. Sul nostro Atomos Ninja V capita spesso di far girare i ProRes che poi diventano il master di montaggio, mentre il Teradek Bolt 6 750 serve al video village e alla regia mentre il DIT lavora. E se la location è isolata — cosa normale girando tra Marsica, Gran Sasso e Costa dei Trabocchi — con il kit Starlink i giornalieri partono verso il montaggio la sera stessa, invece di aspettare il rientro in città. Trovate i pacchetti completi tra i nostri kit a noleggio.

Fonte ufficiale: Avid — Media Composer What’s New. Verifica e dettagli sul feature set: Newsshooter.