DJI ha presentato la Osmo 360 II il 3 settembre, in contemporanea con l’apertura di IFA a Berlino. È la seconda generazione della sua 360 tascabile e, per una volta, dentro c’è qualcosa che riguarda davvero chi lavora sui set e non solo chi fa contenuti per i social: le ottiche frontali si sostituiscono.

Cosa ha annunciato DJI

  • Video panoramico 8K a 60p (7680×3840), 6K60 e slow motion 4K fino a 240 fps.
  • Due sensori quadrati da 1/1.1″ con ottiche f/1.9; DJI dichiara una resa equivalente a un pollice sul campo a 360 gradi.
  • 14,5 stop di gamma dinamica dichiarati, ISO 100-51200.
  • Registrazione 10 bit con D-Log M su tutti i formati, bitrate fino a 170 Mbps.
  • Ottiche anteriori sostituibili dall’utente, con trattamento antigraffio più duro rispetto alla prima generazione.
  • 128 GB interni (105 utilizzabili) più microSD fino a 1 TB, batteria da 2150 mAh dichiarata per 100 minuti in 8K30.
  • 183 grammi, 61 × 36,3 × 81 mm, IP68: 10 metri senza custodia, 50 con la custodia dedicata.
  • Prezzi europei: 589 euro il Combo Standard, 739 euro l’Adventure Combo. In vendita dal 15 settembre.

Le ottiche sostituibili non sono un dettaglio da comunicato

Chi ha usato una 360 su un set lo sa: le lenti sporgono, e sporgono proprio nel punto peggiore. Un graffio non si nasconde con un riquadro diverso, finisce sulla linea di cucitura e ti resta lì per tutta la ripresa. Con la generazione precedente un frontale rovinato significava assistenza, tempi morti e spesso la decisione di tenersi il difetto. Poterle cambiare in autonomia cambia il calcolo del rischio: la macchina la puoi mettere davvero dove serve — sul cofano, in mezzo alla polvere, in un abitacolo stretto — invece di proteggerla come un soprammobile. Sul costo dei ricambi, per ora, non ci sono indicazioni ufficiali per il mercato italiano: è la prima cosa da chiedere quando arriveranno.

Dove serve davvero su una produzione

Non è una camera principale e nessuno la sta vendendo come tale. Secondo noi le occasioni vere sono tre. La prima è la VFX: uno scatto a 360 gradi in mezzo alla scena e il reparto post ha l’ambiente per riflessi e illuminazione, senza rincorrere la sfera cromata a fine giornata. La seconda è la b-cam da riquadrare in post, cioè tutti quei punti dove un operatore non ci sta: abitacoli, moto, spazi di lavoro stretti, riprese in cui non sai in anticipo dove guarderà l’azione. La terza è il dietro le quinte, dove da un unico file esci con l’orizzontale per il cliente e il verticale per i social.

Il dato che rende tutto questo utilizzabile è il D-Log M a 10 bit su tutti i formati: il materiale entra in timeline insieme a quello delle camere principali e si colora nello stesso giro, invece di restare quel clip strano che nessuno vuole toccare.

Le cose da mettere in conto

Un sensore da 1/1.1″ resta un sensore piccolo: sotto una certa soglia di luce la resa cala, e se il problema è il buio la risposta è un altro corpo macchina, non questo. Poi c’è l’equivoco della risoluzione: 8K panoramici non sono 8K di resa, perché quando ritagli un 16:9 dentro la sfera ne usi una porzione. È una camera che si giudica sull’inquadratura finale, non sul numero nella scheda. Infine i file: pesano, e in location isolata scaricarli e mandarli al montaggio diventa il vero collo di bottiglia — è lì che serve una connessione seria, come il nostro kit Starlink.

Noleggiarla o comprarla?

Diciamo la cosa scomoda per un noleggiatore: a 589 euro una 360 così non è un pezzo da noleggio. Se la usi tre o quattro volte l’anno l’hai già ripagata, e tenerla nello zaino ha più senso che prenotarla. Quello che conviene noleggiare è tutto il resto: il corpo principale con cui gira davvero il progetto, come una Sony FX3, il gimbal per i movimenti seri — DJI RS 3 Pro o RS 3 Mini se il set è leggero — e il supporto per la location. La Osmo 360 II è un accessorio intelligente attorno a quel kit, non il kit. Se stai montando una produzione in Abruzzo e vuoi capire cosa ha senso portarti, la nostra attrezzatura a noleggio è il punto da cui partire.

Fonte ufficiale: pagina prodotto DJI Osmo 360 II. Verifica indipendente su CineD.