
Sony ha annunciato l’8 settembre due unità che, sulla carta, cambiano il modo di stare dietro la macchina: RM-DP7 e RM-DP5. Non sono monitor da campo con qualche funzione in più: sono controller che integrano il monitoraggio, cioè schermi da cui si comanda direttamente la camera. Debuttano a IBC 2026, ad Amsterdam, dall’11 al 14 settembre.
Cosa sono, in pratica
Sul pannello arriva la schermata BIG6, la stessa logica delle Cinema Line: ISO, otturatore, diaframma, bilanciamento del bianco, ND e codec sotto le dita, senza girare intorno al rig per toccare i tasti della camera. Da lì si tira il fuoco sulle ottiche autofocus compatibili, si comanda lo zoom su quelle motorizzate, si tocca il punto sullo schermo per rifocheggiare.
- RM-DP7: pannello 7 pollici Full HD, fino a 2.000 cd/m², ingresso e uscita 12G-SDI con conversione bidirezionale SDI/HDMI, HDMI in e out, USB-C, Ethernet, jack cuffie, slot SD. Alimentazione BP-U, USB Power Delivery o DC.
- RM-DP5: pannello 5 pollici Full HD, stessa luminosità, solo HDMI in e out, alimentazione BP-U o USB PD.
- Entrambi: corpo in alluminio resistente a polvere e umidità, manopola di controllo, ghiere multifunzione e tasti assegnabili, fino a 16 LUT in formato .cube (griglie a 17 e 33 punti), sei preset di monitoraggio, waveform, vettorscopio, false color e zebra.
Il dettaglio che ci interessa di più è la calibrazione: ogni pannello viene tarato singolarmente in fabbrica e poi compensa in continuo la deriva di cromaticità e temperatura colore. Su un monitor che sta al sole per otto ore non è un dettaglio da brochure, è la differenza tra fidarsi dell’immagine e non fidarsi.
Il wireless, e chi resta fuori
Oltre al collegamento via cavo, Sony dichiara il funzionamento in wireless tramite Hollyland Pyro Ultra e Teradek Bolt 7. Qui la logica si capisce: il controller diventa la postazione del focus puller o del regista, con il video e i comandi che viaggiano insieme.
Il problema è la lista di compatibilità. Al lancio funzionano con FX5, FX3, FX2 e FX30. FX6 e BURANO arrivano nella seconda metà del 2027, via aggiornamento firmware. Le due macchine che sui set italiani girano davvero in configurazione da produzione restano a guardare per più di un anno.
Prezzo, e perché secondo noi va noleggiato
La disponibilità è fissata a gennaio 2027: RM-DP7 a 3.300 euro (3.099 dollari), RM-DP5 a 2.500 euro (2.299 dollari). Sono cifre da corpo macchina, non da monitor. Per dare un’idea: con quello che costa un DP7 si compra una Sony FX3 usata in buone condizioni.
Sul campo il conto lo facciamo sempre allo stesso modo. Un accessorio da 3.300 euro che serve su tre shooting all’anno non si ammortizza: si noleggia. Se invece ci lavori venti giorni al mese, ha senso comprarlo. E qui c’è un’aggravante: chi acquista adesso un DP7 per un parco macchine costruito su FX6 e BURANO compra una promessa firmware con un anno di attesa davanti. Noi aspettiamo di vederlo funzionare prima di metterlo a listino, e comunque per il video village il monitor abbinato a un Teradek Bolt 6 750 continua a fare il suo lavoro senza legare la produzione a un solo marchio di camera.
Una nota per chi gira in Abruzzo: due o tre giorni di riprese in esterna, con la luce che cambia ogni ora tra la costa e l’altopiano delle Rocche, sono esattamente lo scenario in cui un pannello da 2.000 nit calibrato bene si ripaga. Ma sono anche il tipo di lavoro che dura pochi giorni all’anno, ed è il motivo per cui il noleggio esiste. Nel frattempo trovi tutto il resto nel nostro catalogo attrezzature.
Fonte ufficiale: Sony Cinematography. Verifica e specifiche: CineD.
Un'ampia gamma di attrezzatura a catalogo, consegna sul set inclusa in tutto l'Abruzzo.


