Canon ha annunciato il 15 settembre la EOS R8 Mark II, e la notizia per chi gira non è il sensore — quello resta il 24,2 megapixel full frame della prima R8 — ma i 546 grammi. È il corpo EOS più leggero che Canon abbia mai stabilizzato internamente.

Cosa cambia davvero

La prima R8 sul gimbal andava benissimo, a mano libera molto meno. Lo stabilizzatore a 5 assi chiude quel buco: Canon dichiara fino a 7,5 stop al centro dell’inquadratura e 7 ai bordi in coordinazione con le ottiche RF compatibili. Sono numeri da laboratorio, come sempre, ma la differenza fra “niente IBIS” e “IBIS” su un corpo da mezzo chilo la senti al primo piano sequenza a spalla.

Il reparto video è quello che ci aspettavamo, e un po’ di più: 4K fino a 60p senza crop, sovracampionato da 6K, e Full HD fino a 180p sempre senza crop. Registrazione 10 bit 4:2:2 nei codec XF-HEVC S e XF-AVC S, Canon Log 3 con ISO base 800, più HLG e PQ. In 4K60 si viaggia intorno ai 225 Mbps in HEVC e ai 250 Mbps in XF-AVC: per quest’ultimo serve almeno una SD V60, tenetelo a mente prima di svuotare il cassetto delle schede vecchie.

Dove Canon ha tagliato

Qui va detto con franchezza, perché è il motivo per cui questa non è una macchina da A-camera. Niente RAW interno, niente 4K120, niente open gate. Uno slot SD soltanto. E soprattutto la micro HDMI tipo D, che su un set è il connettore che si scollega nel momento peggiore: se ci attaccate un monitor, mettete in conto una clamp seria sul cage.

I limiti di registrazione, al contrario, sono generosi: sei ore sotto i 100 fps, due ore sopra. Il collo di bottiglia vero è la batteria, circa 40 minuti di 4K60 a 23 gradi. Con la R8 Mark II si gira con tre batterie in tasca, non con una.

Secondo noi: questa si compra, non si noleggia

Lo diciamo da noleggiatori, e ci rimettiamo: a 1.879 euro di listino corpo (1.899 dollari negli Stati Uniti, 2.099 in kit con l’RF 24-50) una R8 Mark II la comprate e la ammortizzate in un anno di lavoro. Non ha senso venirla a prendere a noleggio, e non la metteremo a catalogo. Il discorso cambia quando questa macchina diventa la seconda camera accanto a una cine vera.

Il caso tipico che vediamo in Abruzzo: documentario o spot con budget contenuto, A-camera a noleggio e corpo leggero personale come B/C. Se la A è una Canon EOS C70 siete già nello stesso Canon Log 3 e il matching in post lo chiudete in mezz’ora invece che in mezza giornata: è il vantaggio concreto di restare in famiglia. Se invece lavorate Sony, la FX3 resta il corpo compatto che noleggiamo di più, e con la R8 Mark II condivide la filosofia ma non i file — mischiarle in un doc a due camere significa mettere in conto una passata di color in più.

L’altro posto naturale è il gimbal. Mezzo chilo scarso con un 24-50 sopra sta comodissimo su un DJI RS 3 Mini, e con l’IBIS acceso il micro-jitter dei passi sparisce senza dover stringere la stabilizzazione elettronica in camera, che invece croppa. Se poi vi serve montarla dentro un kit più grande, il resto del parco lo trovate qui.

Quando arriva

Consegne da fine ottobre 2026 — in Giappone la data dichiarata è il 29. Insieme al corpo Canon porta il grip di estensione EG-E2 a 99,99 dollari e lo Speedlite EL-5 Ver.2 a 379. Il grip, se la macchina la usate per video con ottiche RF pesanti, non è un accessorio: è il pezzo che rende il corpo tenibile per più di due riprese di fila.

Fonte ufficiale: il comunicato Canon U.S.A. del 15 settembre 2026. Verifica e primo hands-on su CineD.