
PortKeys ha annunciato oggi a IBC 2026 il LH5P III, terza generazione del suo monitor da 5,5-5,7 pollici con il controllo camera a bordo. Prezzo: 399 dollari, gia’ disponibile. Il numero che fa alzare la testa non e’ la luminosita’: e’ il fatto che a quella cifra ti porti a casa un monitor che comanda il corpo macchina, e che da questa generazione puo’ comandare anche gli altri monitor PortKeys in troupe.
Cosa c’e’ dentro
- Pannello da 5,7″, 2160 x 1080, 2.200 nit di picco
- Elaborazione 10 bit hardware (8+2 FRC), 104% di gamut DCI-P3, contrasto 1400:1
- Calibrazione Calman pezzo per pezzo, con Delta E dichiarato sotto 1.1 in Rec.709 e QR di verifica sull’unita’
- 235 grammi per 28,4 mm di spessore, scocca in lega di alluminio: il 18% piu’ leggero del modello precedente
- HDMI in e HDMI out in loop-through, ingresso fino a 4K DCI 60p, uscita audio da 3,5 mm
- Assorbimento di 13W, piastra Sony NP-F integrata, alimentazione alternativa USB-C 3.0 PD
Il sistema operativo e’ il MOVNORM di PortKeys, rifatto per questa versione. A bordo ci sono LUT 3D con griglia 17x17x17 e fino a venti LUT caricabili, waveform RGB e luma, istogramma, zebra, peaking, la false color in stile ARRI, il de-squeeze anamorfico da 0,25x a 4,0x e il loro strumento di esposizione Log Stops. Sul bordo superiore ci sono quattro tasti riassegnabili, e il touchscreen si puo’ bloccare fisicamente: dettaglio da poco che sul set evita mezza giornata di bestemmie quando lo sfiori con la spalla.
Il controllo camera, e la novita’ vera
Il monitor pilota la camera via USB-C o via Wi-Fi: iris, ISO, shutter, fuoco, zoom, rec. La lista ufficiale dei corpi supportati copre Sony (FX3, FX30, FX6, FX5, A1, A7S III, A7 IV e altre), Canon (C50, C80, C400, EOS R5 II, R6 e derivate), Panasonic (S1, S1 II, S5 II, BGH1, BS1H), Nikon (ZR, Z8, Z9) e le Blackmagic Pocket 4K e 6K. Verifica sempre il tuo corpo preciso sulla pagina del produttore: le liste di compatibilita’ di questi monitor cambiano a ogni firmware.
La novita’ di questa terza generazione e’ quella che PortKeys chiama collaborazione uno-a-molti: un LH5P III fa da controller attivo per altri quattro monitor PortKeys passivi (LS7P, BM7II DS, LH7P, BM5IV WR e altri LH5P III), fino a 50 metri. Ogni monitor resta agganciato alla sua camera e la comanda; il capo-fila li tiene in riga. Su un multicamera e’ una cosa concreta: da un punto solo allinei l’esposizione di tutte le macchine invece di mandare un assistente a girare le ghiere una per una.
Secondo noi
Il pezzo interessante non e’ il pannello: 2.200 nit sono buoni ma non sono la vetta della categoria, e uno schermo da campo piu’ grande resta piu’ comodo da guardare a due metri di distanza. Il punto e’ dove lo metti. Su un DJI RS 3 Pro con una Sony FX3 sopra, il corpo macchina e’ fisicamente irraggiungibile una volta bilanciato: poter cambiare ISO e diaframma dal monitor senza smontare niente e’ esattamente il problema che questa roba risolve. Stessa storia su una FX6 in spalla con l’operatore che non molla l’inquadratura.
Sul prezzo, una precisazione onesta: i 399 dollari sono il listino americano. In Italia, fra cambio, IVA e distribuzione, la cifra che vedrai a scaffale sara’ piu’ alta — controlla il rivenditore prima di fare i conti. E se ti serve per un singolo shooting, il conto lo abbiamo gia’ fatto noi al posto tuo: un monitor da campo e’ il tipico pezzo che si usa tre volte l’anno e resta in armadio il resto del tempo. Noi lo teniamo in casa insieme ai sistemi wireless proprio per questo, e le camere escono con monitor, piastre e cavi gia’ abbinati: il resto del parco noleggio e’ li’.
Fonti: pagina ufficiale PortKeys LH5P III e CineD.
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