Da noi la Sony FX9 esce meno della FX6, ed è un peccato. Chi la prende la prima volta di solito la sceglie per il sensore full frame, poi la richiede per un altro motivo: su un set lungo, con una troupe piccola, fa perdere meno tempo di quasi ogni altra camera che abbiamo in magazzino.

Cosa c’è dentro, senza giri di parole

  • Sensore full frame 6K Exmor R che campiona in eccesso per restituire un 4K pulito.
  • Doppio ISO nativo 800 e 4000, con oltre 15 stop di gamma dinamica dichiarati da Sony.
  • ND elettronico variabile integrato, regolabile in continuo o a preset.
  • XAVC-I 4:2:2 a 10 bit fino a 600 Mb/s su doppio slot XQD, con registrazione simultanea o in staffetta.
  • Autofocus Fast Hybrid a rilevamento di fase con 561 punti, attacco E-mount.
  • Uscite 12G-SDI e HDMI, timecode e genlock su BNC, alimentazione con batterie BP-U. Il corpo pesa circa 2 kg.

In 4K si arriva a 60p, in HD si sale a 120 fps e con i firmware successivi al lancio fino a 180. Per il RAW a 16 bit serve l’unità di estensione XDCA-FX9 più un registratore esterno: sul set capita di rado, e secondo noi per la maggior parte dei lavori l’XAVC-I interno basta e avanza.

A chi conviene, secondo noi

Documentari e interviste lunghe. È qui che la FX9 dà il meglio. L’ND variabile ti fa seguire una persona che passa dal sole all’ombra senza toccare diaframma né shutter, e con l’autofocus tieni a fuoco un intervistato che si muove sulla sedia mentre pensi all’inquadratura. Sulla spalla è bilanciata, e dopo quattro ore te ne accorgi.

Spot e branded content con budget medio. Full frame, color science Sony con S-Log3 e S-Cinetone, file che in post non danno problemi. Per un cliente corporate che vuole un’immagine “da cinema” senza la logistica di una camera da set grande, è una scelta sicura.

Matrimoni cine ed eventi. Il 4000 ISO nativo in chiesa o a una cena all’aperto fa la differenza: il rumore resta contenuto e non devi riempire tutto di luce.

Dove non la metteremmo: su un gimbal leggero o in situazioni dove serve una camera piccola da nascondere. Lì la FX6 o la FX3 sono più adatte, e hanno la stessa resa colore, quindi si montano insieme senza fatica.

Perché noleggiarla invece di comprarla

La FX9 è una camera da lavoro continuo: ha senso comprarla se gira ogni settimana. Per un doc da dieci giorni, una serie di interviste o uno spot, il noleggio ti dà corpo, batterie BP-U, schede XQD e lettore già pronti, senza immobilizzare migliaia di euro in una camera che poi resta in armadio. In Abruzzo, dove molte produzioni lavorano a progetto, secondo noi il conto torna quasi sempre a favore del noleggio.

Tre accortezze sul campo

  • Scegli l’ISO base prima di iniziare. 800 per esterni e luce controllata, 4000 quando cala la luce. Passare dall’uno all’altro a metà scena cambia la texture del rumore, e in montaggio si vede.
  • Tieni d’occhio le schede XQD. A 600 Mb/s si riempiono in fretta: noi consegniamo sempre più schede di quelle che pensi ti servano, ma pianifica comunque gli scarichi.
  • Metti l’ND in automatico solo se la scena lo permette. In un’intervista statica meglio fissarlo a mano: in automatico può “respirare” quando passa una nuvola.

Con cosa la abbiniamo

Per le interviste a due camere la mettiamo come A-cam con una FX6 in B: stesse curve, stessa colorimetria, zero sorprese in grading. Se c’è un regista o un cliente al monitor, un Teradek Bolt 6 750 manda il segnale al video village senza cavi. Per la luce chiave in esterni giorno, un Aputure LS 600x Pro.

Specifiche complete sulla pagina ufficiale Sony della PXW-FX9. Se vuoi vedere cosa ci va insieme, dai un’occhiata ai nostri kit pronti oppure a tutte le attrezzature.