Ad agosto vi abbiamo raccontato perché il kit Starlink è entrato nel nostro parco: girare dove in Abruzzo il telefono non prende e consegnare lo stesso i file la sera. Da allora è uscito parecchio, e la domanda che ci fanno al ritiro non è più «funziona?», ma «come lo alimento?» e «dove lo metto?». Qui rispondiamo a quelle due, con i numeri ufficiali e quello che abbiamo visto sul campo.

Quanto consuma davvero

La parabola del kit Standard, secondo le specifiche ufficiali Starlink, assorbe in media tra 75 e 100 W. Il router Wi-Fi 6 è incluso nel kit e si alimenta dalla stessa linea. Tradotto per chi organizza il set: è un carico piccolo, molto meno di una sola testa LED da 300 W, ma è continuo. La parabola non dorme mentre la troupe gira: resta accesa tutto il giorno.

  • Antenna: phased array elettronico, campo visivo di 110°.
  • Peso: 2,9 kg la parabola, resistenza IP67.
  • Temperatura di esercizio: da −30 a +50 °C, con scioglimento neve fino a 40 mm l’ora.
  • Vento: operativa oltre i 96 km/h dichiarati.
  • Router: Wi-Fi 6, copertura fino a 297 m².

Tre modi di alimentarlo, secondo noi

Power station

È la soluzione che consigliamo più spesso per le troupe piccole. Una power station da 1.000 Wh, tolte le perdite dell’inverter, tiene su il kit per circa otto ore: una giornata di riprese, senza rumore e senza fumi. Se l’upload dei giornalieri va avanti la sera, mettete in conto una seconda unità o una ricarica a pranzo.

Generatore di produzione

Se sul set c’è già un generatore per le luci, il Starlink ci sta dentro senza pensieri. L’unica accortezza: tenetelo su una linea separata da quella dei proiettori grossi. Quando qualcuno accende o spegne una testa da 1200 W, i picchi sulla linea non fanno bene a nessun alimentatore elettronico. Lo stesso ragionamento lo abbiamo fatto parlando di Nanlite Forza 720 e corrente in location.

Presa del casale

Masserie, rifugi e agriturismi spesso hanno la corrente ma non la rete. In quel caso basta una prolunga, ma controllate prima la potenza del contatore: con bollitori, phon del trucco e caricabatterie tutti attaccati, un contatore domestico da 3 kW salta prima di quanto si pensi.

Dove metterlo

La parabola vuole cielo libero. In Abruzzo i nemici sono tre: le chiome degli alberi nei boschi della Marsica e del Parco, i vicoli stretti dei borghi in pietra, e i fianchi della montagna quando si gira in fondo a una valle. L’app Starlink ha uno strumento che inquadra il cielo con la fotocamera del telefono e indica le ostruzioni: usatelo in sopralluogo, non la mattina delle riprese.

  • Il punto ideale è quasi sempre il piazzale del campo base, non il set. Il Wi-Fi copre i dintorni; se il set è lontano, ci si arriva col cavo di rete.
  • Sul tetto del furgone funziona bene, ma fissate il cavalletto: col vento di cresta una parabola appoggiata vola.
  • Tenetela fuori dall’inquadratura dei controcampi larghi. Sembra banale, la dimentichiamo tutti.

A chi serve, e a chi no

Serve al documentario in alta quota, al DIT che deve spedire i rushes la sera stessa, alla produzione che vuole il regista o il cliente collegati da remoto, all’evento in un borgo che va trasmesso in diretta. Con una Sony FX6 in assetto doc e il kit Starlink sul furgone, una troupe di due persone è autonoma anche a Campo Imperatore.

Non serve, invece, se girate in città o in un capannone con la fibra: lo diciamo senza giri di parole, è un costo che non vi ripaga. E non sostituisce un collegamento broadcast dedicato per una diretta TV con requisiti contrattuali: per quello si parla d’altro.

Perché noleggiarlo

Comprare il kit e tenere un abbonamento attivo ha senso solo se lavorate ogni mese dove la rete non c’è. Per la maggior parte delle produzioni sono pochi giorni all’anno. Il kit Starlink a noleggio arriva già attivo e testato, e se ci dite in anticipo dove girate vi aiutiamo a capire dove piazzarlo. Il resto delle combinazioni pronte lo trovate nella pagina kit.