Ad agosto abbiamo raccontato quando conviene noleggiare l’Atomos Ninja V come registratore. Qui parliamo dell’altra metà del lavoro, quella che secondo noi sul set conta di più: il Ninja V come strumento per esporre. Tanti lo prendono per il ProRes e poi lo usano come un semplice schermo grande. È un peccato, perché dentro AtomOS c’è proprio quello che su una mirrorless manca o sta nascosto in un menu.

Cosa c’è a bordo

Dal manuale ufficiale Atomos:

  • Schermo da 5,2 pollici, 1920×1080, 1000 nit dichiarati (±10%), pannello a 10 bit (8+2 FRC).
  • Scope: waveform luma e RGB, vettorscopio.
  • Esposizione e fuoco: falsi colori, zebra, focus peaking, visualizzazione del solo canale blu.
  • LUT 3D in formato .cube, applicabili anche all’uscita HDMI.
  • Inquadratura: frame guide cinema e social, safe area, de-squeeze anamorfico 2x, 1,8x, 1,5x, 1,33x e 1,25x.

I falsi colori, letti con la testa

La scala Atomos è semplice: verde tra 44 e 47 IRE per il grigio medio, viola da -7 a 2 IRE per le ombre senza dettaglio, arancione acceso da 96 a 109 IRE per le alte luci bruciate. In Rec.709 è un colpo d’occhio che vale più di qualsiasi istogramma.

In log il discorso cambia. Le curve log comprimono le alte luci e spostano i valori: in S-Log3 il grigio al 18% cade intorno al 41%, non al 45. Per questo, sul campo, prima del primo ciak facciamo una prova rapida con una grey card e il profilo che userete davvero, e guardiamo dove cade. Due minuti in magazzino, e sul set sapete già cosa significa ogni colore.

Waveform RGB per il bianco

È l’uso che consigliamo di più e che quasi nessuno conosce. Inquadrate un foglio bianco o la grey card: se le tre tracce rossa, verde e blu stanno alla stessa altezza, il bilanciamento è giusto. Se il blu sta sopra, siete freddi. In una chiesa con le finestre a nord e le lampade calde dentro, succede più spesso di quanto si pensi.

La LUT esce anche dall’HDMI

Il Ninja V può mandare la LUT anche sull’uscita, senza bruciarla nella registrazione. Tradotto: registrate in log pulito, e intanto il regista e il cliente vedono un’immagine già contrastata. Lo colleghiamo spesso a un Teradek Bolt 6 750, così al video village arriva il look e non un’immagine grigia che fa preoccupare l’agenzia.

Tre accortezze

  • Con il de-squeeze anamorfico attivo gli scope spariscono: lo scrive Atomos nel manuale. Esponete prima, poi riattivate il de-squeeze per comporre.
  • Batterie: Atomos dichiara fino a 2 ore con una NP-F da 5200 mAh e fino a 3 con una da 7800 mAh, registrando in 4Kp60. A luminosità piena, in esterni, mettete in conto meno. Noi ne diamo sempre più di una.
  • Non è un monitor di riferimento: è perfetto per esposizione e fuoco, ma le decisioni fini sul colore si prendono su un monitor calibrato, non su un 5 pollici al sole.

Con cosa lo abbiniamo

Sulla Sony FX3 e sulla Canon EOS C70 lo montiamo soprattutto per avere tutti gli strumenti su uno schermo leggibile al sole, invece di inseguirli nei menu. Su documentari, matrimoni girati in stile cinema e corti con troupe piccola, dove l’operatore espone da solo, è la differenza tra andare a occhio e sapere cosa si sta portando a casa.

Da noi il Ninja V costa 20 euro al giorno, 50 per tre giorni e 80 a settimana, più IVA, con SSD da 1 TB incluso. Per un lavoro di qualche giorno non vale la pena comprarlo. Gli abbinamenti completi li trovate tra i kit; se volete un parere sulla configurazione, chiamateci prima di prenotare. Le novità del sistema operativo e delle frame guide le ha raccontate anche CineD.