La Sony FX9 è una di quelle macchine che nessuno ci chiede per fare scena. Ce la chiedono i documentaristi, le case di produzione che devono girare quattro giorni di interviste e i registi di branded content che hanno un operatore solo e nessun focus puller. È una scelta pratica, non un vezzo, ed è esattamente per questo che continua a uscire dal magazzino con regolarità.

Cosa fa bene, davvero

Il cuore è il sensore full frame Exmor R da 6K: la macchina registra in 4K facendo oversampling da 6K, e si vede soprattutto sui dettagli fini — capelli, tessuti, muri in pietra. Sony dichiara oltre 15 stop di latitudine e un doppio ISO base 800/4000, ereditato dalla VENICE insieme alla scienza del colore S-Cinetone. Quel profilo è il motivo per cui molti clienti la preferiscono a una mirrorless: le carnagioni escono già credibili senza dover costruire un grading da zero.

  • Sensore full frame 6K, registrazione 4K 10 bit 4:2:2 in-camera
  • Doppio ISO base 800 / 4000
  • ND elettronico variabile con modalità Auto ND
  • Fast Hybrid AF con 561 punti a rilevamento di fase (circa 94% x 96% dell’area)
  • Full HD fino a 120 fps per lo slow motion
  • Attacco E-mount, genlock e timecode in/out sul corpo

L’ND elettronico variabile è la funzione che, sul campo, ti fa risparmiare più tempo di qualunque altra. Passi dall’interno di una cantina al piazzale in pieno sole ruotando una ghiera: niente mattebox, niente filtri da cambiare, niente diaframma sacrificato. Su un documentario che si sposta ogni venti minuti sono ore recuperate in una settimana.

A chi la consigliamo

Secondo noi la FX9 dà il meglio in quattro situazioni: documentario e reportage, interviste corporate multicamera, branded content girato con troupe ridotta, e seconda unità di una produzione più grande. Il denominatore comune è sempre lo stesso — poche persone, molte location, tempi stretti. L’autofocus con riconoscimento del volto tiene il fuoco anche a f/2.8 su full frame mentre l’operatore sta a spalla e cammina all’indietro: è un margine di sicurezza che una A-cam cinema pura non ti dà.

Dove invece non la spingiamo: fiction ad alto budget con un focus puller in squadra e un DoP che vuole raw a 4K. Lì ha più senso una ARRI ALEXA Mini o una Sony BURANO, e infatti è quello che proponiamo.

Tre cose che diciamo sempre prima di consegnarla

Primo: il rolling shutter. Le misure di laboratorio di CineD sulla FX9 parlano di 22,2 ms, un valore onesto per la categoria ma non trascurabile — se sono previste panoramiche veloci o riprese da auto, meglio saperlo prima e non in montaggio. Secondo: le schede. La FX9 registra su XQD, quindi vanno messe a budget insieme al corpo, non dopo. Terzo: il peso in configurazione completa. A spalla con zoom, batteria e loupe si sente dopo la terza ora: se la giornata è tutta handheld, mettete a preventivo un supporto.

Perché noleggiarla invece di comprarla

Un corpo FX9 nuovo, con ottica, schede, batterie e valigia, è un impegno da diverse migliaia di euro. Il conto che facciamo con i clienti è sempre lo stesso: quanti giorni di ripresa reali fai in un anno con quella macchina? Sotto i quaranta-cinquanta giorni effettivi, l’ammortamento non torna — e nel frattempo il corpo invecchia, il firmware cambia, il mercato dell’usato scende. Da noi la FX9 sta a 150 € al giorno, 405 € per tre giorni e 565 € a settimana (IVA esclusa), con consegna e ritiro sul set inclusi in tutto l’Abruzzo. Per una produzione che gira uno spot o un doc all’anno, il calcolo si chiude da solo.

C’è anche un vantaggio meno ovvio: se il progetto successivo chiede altro, cambi macchina senza rivendere niente. Il nostro catalogo a kit nasce proprio per questo.

Con cosa la abbiniamo

La configurazione che esce più spesso è FX9 più Sony FX6 come seconda camera: stessa scienza del colore, stesso attacco E-mount, quindi le ottiche si scambiano tra i due corpi e il montaggio non litiga. Sulle interviste in ambienti stretti aggiungiamo un Aputure LS 300x, che con la sua bi-color regolabile risolve il misto luce naturale-artificiale senza gelatine. E se il cliente vuole vedere l’inquadratura da un monitor a dieci metri, il Teradek Bolt 6 750 chiude il cerchio senza cavi da stendere.

La consegniamo con loupe montato e testata. Se hai un progetto in arrivo e non sei sicuro che la FX9 sia la macchina giusta, scrivici: dirti che ti serve altro ci costa meno di un noleggio sbagliato.

Approfondimenti: l’annuncio ufficiale Sony della PXW-FX9 e il lab test di CineD su rolling shutter e gamma dinamica.