Blackmagic Design ha presentato il 27 luglio la nuova famiglia UltraStudio Mini 12G: tre scatolette Thunderbolt che portano il 12G-SDI dentro e fuori da un laptop. Sono le discendenti dirette delle vecchie UltraStudio Mini Recorder e Mini Monitor che in tanti abbiamo ancora in borsa, aggiornate al 4K fino a 2160p60 e con qualche funzione che prima stava solo su hardware da rack.

Cosa sono i tre modelli

  • UltraStudio Mini Recorder 12G (445 dollari): solo ingresso, 12G-SDI e HDMI. Serve per acquisire dentro il computer.
  • UltraStudio Mini Monitor 12G (445 dollari): solo uscita, doppia 12G-SDI con fill e key separati più una HDMI. È la scatola da monitoraggio e da playout grafiche.
  • UltraStudio Mini Replay 12G (559 dollari): ingresso e uscita insieme, con doppia 12G-SDI fill/key e una 12G-SDI dedicata al monitoring. È il modello che supporta le funzioni di replay in DaVinci Resolve.

Tutte e tre lavorano a 10 bit, gestiscono SD, HD e Ultra HD fino a 2160p60, fanno la conversione RGB-YUV in hardware e si alimentano dal cavo Thunderbolt: nessun alimentatore da portarsi dietro. Il supporto software copre DaVinci Resolve, Premiere Pro, Final Cut Pro, Media Composer, After Effects, Fusion e OBS.

Perché ci interessa, e a chi serve davvero

La parte che secondo noi conta di più è il modello Replay. Fino a ieri, per mettere in piedi un replay su un evento sportivo o su una diretta, servivano un server dedicato e un budget che nessuna produzione media in Abruzzo poteva permettersi. Adesso il pezzo hardware costa poco più di cinquecento dollari e la logica sta dentro Resolve, che già usate. Non diventa un EVS, sia chiaro: un canale in ingresso e uno in uscita non reggono un multicamera vero. Ma per la partita del campionato locale, per il saggio di danza, per il convegno con il rilancio in sala, è più che sufficiente.

L’altra cosa che ci fa piacere è il fill e key su due SDI separate anche nel Monitor da 445 dollari. Significa che chi manda grafiche da Resolve o da After Effects verso un mixer può farlo senza comprare una scheda PCIe e senza portarsi una workstation. Su un video village o su una regia leggera cambia la giornata.

Sul set: due accortezze

Prima cosa, il Thunderbolt. Alimentare via bus vuol dire che il cavo diventa parte della catena di segnale: usate cavi certificati e corti, e se il laptop è sepolto in borsa con altre periferiche in catena aspettatevi qualche capriccio. Sul campo, in questi anni, la maggior parte dei drop di frame su queste scatolette li abbiamo visti su hub Thunderbolt di terze parti, non sull’hardware Blackmagic.

Seconda cosa: 2160p60 è il tetto. Se lavorate a 4K 120 o oltre per lo slow motion, queste non fanno per voi e serve altro. Sono nate per il broadcast e per il live, non per l’ingest ad alta frequenza di fotogrammi.

Comprare o noleggiare

Qui la risposta è onesta: a 445 dollari, se fate live con regolarità, comprate. Non ha senso noleggiare un pezzo che costa quanto due giorni di macchina. Il discorso cambia se la scatola serve una volta sola, per quell’evento in cui vi hanno chiesto il replay o la grafica in sovrimpressione, oppure se serve dentro un pacchetto più grande. In quel caso conviene costruire il set completo: camera, wireless, monitoraggio e connettività insieme.

Nel nostro parco il ragionamento che facciamo più spesso con i clienti è questo: la parte costosa non è mai la scheda di acquisizione, sono i corpi macchina e il video wireless. Se state montando una diretta o un evento, guardate la Blackmagic URSA Cine 12K per la camera principale, il Teradek Bolt 6 750 per portare il segnale in regia senza cavi e l’Atomos Ninja V come monitor e registratore di sicurezza. Se il posto è scomodo e la connessione non c’è, il kit Starlink ha salvato più di uno streaming in montagna. Il resto lo trovate tra i nostri kit a noleggio.

Le UltraStudio Mini 12G sono già disponibili. Tutti i dettagli sulla pagina ufficiale Blackmagic Design, mentre l’annuncio è stato ripreso anche da Newsshooter.