
Sony ha presentato il 4 agosto il FE 100-400mm F5.6-8 OSS (sigla SEL100400), un supertele zoom per full-frame E-mount che pesa 654 grammi e costa 899 euro. Sony stessa lo presenta come l’obiettivo «per l’appassionato», e sulla carta non c’entra niente con una troupe: f/8 a 400mm non è un dato che fa alzare il sopracciglio a un direttore della fotografia.
Eppure ci interessa, e vi spieghiamo perché. Metà delle nostre richieste estive è fatta di documentario, natura, sport minori e riprese dei borghi da lontano: gente che monta una Sony FX3 o una Sony FX6 e ha bisogno di arrivare lontano senza portarsi dietro sei chili di ottica e un treppiede da 15 kg. Quel buco lì in mezzo, fino a ieri, si copriva male.
Cosa c’è dentro davvero
Lo schema ottico è di 15 elementi in 10 gruppi, con due lenti ED e un’asferica, diaframma a 9 lamelle arrotondate. La messa a fuoco minima è 1,13 m al grandangolo e 0,86 m a 400mm, con ingrandimento massimo 0,41x: è un dato che vale la pena rileggere, perché significa che a 400mm ci si avvicina a un mezzo macro restando a distanza di sicurezza. Filtri da 67mm, stabilizzatore ottico integrato, tropicalizzazione, blocco dello zoom, pulsante focus hold personalizzabile. Compatibile con i moltiplicatori 1.4x e 2.0x.
Sul fronte video i dati che contano sono tre: doppio motore lineare, quindi autofocus silenzioso e microfono in camera ancora utilizzabile; supporto alla compensazione del respiro sui corpi Sony recenti; compatibilità con la stabilizzazione Active Mode. L’inseguimento AF regge fino a 120 fps sulla a9 III. Disponibile da settembre, con le prime consegne europee attese a fine agosto.
Il nostro parere sul campo
Partiamo dalla cosa scomoda: f/8 a 400mm vuol dire che questa ottica vive di luce. All’alba sul Gran Sasso o nel bosco in mezz’ombra, con un sensore che parte da ISO 800, siete già con l’acqua alla gola. Chi lavora tutti i giorni con la Sony 200-600 sa che tra f/6.3 e f/8 c’è quel mezzo stop che ti frega proprio quando serve. Non è un obiettivo da interni e non è un obiettivo da controluce.
Detto questo, il calcolo cambia se guardate il peso. 654 grammi significano venti minuti a mano libera senza che l’operatore vi maledica, ingombro da zaino insieme al corpo e a due batterie, e la possibilità di salire a piedi in un punto panoramico invece di rinunciare all’inquadratura. Con i sensori attuali un ISO 4000 pulito non è più fantascienza: è esattamente questo che rende sensato un f/8 oggi, mentre cinque anni fa sarebbe stato inutilizzabile.
Due accortezze pratiche, se ce lo chiedete a noleggio. Primo: lo zoom è esterno, il barilotto si allunga. Su gimbal significa ribilanciare a ogni cambio di focale, quindi con il DJI RS 3 Pro conviene scegliere una focale e restarci. Secondo: non è parfocale e non ha scala di messa a fuoco cine, quindi scordatevi il pull manuale ripetibile. Qui si lavora in autofocus, ed è un bene che il motore sia silenzioso.
Comprarlo o noleggiarlo
899 euro sono pochi per un 400mm e la tentazione di comprarlo è legittima. Il punto è un altro: quante volte all’anno vi serve davvero un supertele? Se la risposta è «due documentari e un servizio sulla transumanza», il conto è presto fatto e il noleggio vince a mani basse, perché quei soldi spesi in ottiche che usate ogni settimana rendono molto di più. Se invece girate natura o sport tutte le settimane, compratelo e non pensateci più: a questo prezzo si ripaga in fretta.
Da parte nostra lo teniamo d’occhio per l’autunno, quando arrivano le richieste per i documentari sul Parco. Nel frattempo, per chi deve arrivare lontano adesso, la risposta resta il corpo giusto: una Sony FX9 in Super35 vi regala il crop senza buttare via risoluzione utile. Il resto lo trovate nel nostro catalogo attrezzature.
Fonti: comunicato ufficiale Sony e Newsshooter.
Un'ampia gamma di attrezzatura a catalogo, consegna sul set inclusa in tutto l'Abruzzo.


