Della KOMODO 6K abbiamo già scritto in generale. Qui vogliamo essere più precisi, perché nel nostro magazzino questa camera esce quasi sempre per un motivo solo: fa la seconda camera meglio di quasi tutto il resto. Non è la A-cam di un film. È il corpo che monti dove non puoi metterne uno grande, e che ti riporta a casa un’immagine che regge accanto alle camere serie.

Il motivo vero è il global shutter, non i 6K

La risoluzione ormai ce l’hanno tutti. Quello che la KOMODO 6K ha e la maggior parte delle camere sotto i 10.000 euro non ha è il sensore Super35 da 19,9 megapixel con otturatore globale. Tradotto sul set: niente jello, niente pali storti in panning veloce, niente bande quando in campo c’è un LED wall, uno stroboscopio, un lampeggiante o una discoteca. RED dichiara oltre 16 stop di gamma dinamica, registra REDCODE RAW e Apple ProRes su CFast 2.0 fino a 280 MB/s.

Secondo noi il global shutter, in un noleggio, vale più della risoluzione: è la cosa che ti salva la giornata quando il cliente ti mette in mano un evento con le luci sbagliate e non puoi rifare la ripresa.

Dove la montiamo davvero

  • Su gimbal. Corpo da circa 10 centimetri per lato e 950 grammi: sul DJI RS 3 Pro resta larga di margine anche con un’ottica seria montata, cosa che con una camera da spalla non succede.
  • Car mount e riprese in movimento. È qui che il global shutter fa la differenza sui pali, sui raggi delle ruote e sulle strisce dell’asfalto.
  • Posti stretti. Incastri auto, angoli di stanza, punti macchina impossibili. La monti, la lasci lì e la comandi in wireless.
  • Crash cam e camera di sicurezza. Quando il piano ha una sola possibilità, avere un secondo punto macchina che gira RAW cambia il montaggio.

Come si sposa con la A-cam

Le combinazioni che ci chiedono più spesso sono KOMODO più ARRI ALEXA Mini e KOMODO più Sony BURANO. Funzionano, ma mettiamo le mani avanti: il colore non è nativamente identico a nessuna delle due. Va sistemato in grade, e va deciso prima, non il giorno della color. Se il progetto ha un colorist, nessun problema. Se il progetto è un montaggio veloce con LUT di reparto, prevedete mezza giornata di test prima delle riprese: costa molto meno che scoprirlo dopo.

Sul formato non ci sono sorprese: 6K 17:9 fino a 40 fps, 4K 17:9 fino a 60 fps, 2K fino a 120 fps. Per gli slow motion spinti serve un altro corpo, e lo diciamo prima di farvi prenotare.

Tre accortezze che diamo sempre al ritiro

  • Non ha ND interni. È il primo motivo per cui la gente si blocca in esterni d’estate. Portatevi filtri a vite o un mattebox: nella pagina attrezzature trovate i set ND che noleggiamo insieme al corpo.
  • L’attacco è RF, con adattatore meccanico RF-EF incluso. Vetro EF ne gira tantissimo, quindi la scelta ottica resta ampia, ma controllate il tiraggio prima di partire con un set PL.
  • Il monitor a bordo è piccolo e l’alimentazione a bordo dura poco. Noi la consegniamo con una piastra V-mount e un monitor esterno: l’uscita 12G-SDI c’è, i microfoni stereo interni e l’ingresso 3,5 mm servono solo per il riferimento audio, non per la presa diretta.

Perché a noleggio, e perché qui

Un corpo KOMODO nuovo, con schede CFast, batterie, filtri e supporti, è un investimento che ha senso solo se giri tutti i mesi. Per uno spot, un videoclip, un documentario o un corto — cioè il 90% di quello che si produce tra L’Aquila, Pescara, Chieti e Teramo — noleggiare significa avere il pezzo per i giorni in cui serve e nient’altro. E soprattutto significa non ritrovarsi con una camera che tra tre anni vale la metà.

Sulle produzioni che passano da noi la KOMODO esce quasi sempre come secondo corpo dentro un pacchetto: la trovate nei nostri kit insieme al gimbal e alla luce. Se ci scrivete che tipo di lavoro dovete fare, vi diciamo anche quando non è la camera giusta.

Specifiche complete sulla pagina ufficiale RED Digital Cinema; la scheda tecnica del lancio è su Film and Digital Times.