Il 10 agosto ARRI ha pubblicato LiOS 3.3.0, l’aggiornamento firmware per SkyPanel Pro, SkyPanel X e Orbiter. Sulla carta è una release di manutenzione e nessuno ci scriverà sopra un comunicato trionfale. Ma chi ha passato mezza giornata a capire perché un fixture appeso a sei metri non rispondeva alla console sa che questi aggiornamenti pesano più di metà degli annunci di prodotto.

Cosa contiene LiOS 3.3.0

  • DMX Live View potenziato: una panoramica immediata del controllo DMX attivo, leggibile direttamente sul corpo della luce.
  • Smoothing per le Zone Modes DMX: transizioni più fluide quando si pilotano le zone del fixture da console.
  • Correzioni di bug e miglioramenti generali di affidabilità.

Il pacchetto è scaricabile dalla pagina LiOS sul sito ARRI e vale per tutte e tre le famiglie citate.

Perché il DMX Live View non è un dettaglio

Su un set con più di quattro o cinque corpi luce in DMX, il problema non è quasi mai la console: è capire quale parametro sta arrivando davvero al fixture. Intensità che non sale, un colore che non corrisponde alla programmazione, una zona che resta spenta. Finora la diagnosi si faceva a rimbalzo tra il banco e la scala. Poter leggere sul display della luce cosa sta ricevendo in quel momento accorcia il giro da dieci minuti a uno.

Secondo noi è esattamente il tipo di funzione che nessuno mette in un video promozionale e che, sul campo, ti salva la mattinata quando il cliente è già sul set.

La trappola del downgrade

Un avvertimento che conviene ripetere: da LiOS 3.1 in poi non si può più tornare indietro alle versioni precedenti, per via delle modifiche architetturali introdotte allora. Chi gestisce un parco luci deve tenerne conto. La regola che applichiamo anche noi, con altre marche: si aggiorna dopo il lavoro, mai la mattina del lavoro. E si aggiorna tutto il parco insieme, non un corpo sì e uno no, perché un set con due firmware diversi che rispondono in modo leggermente diverso allo stesso comando è la peggiore delle diagnosi.

Cosa c’entra con chi noleggia da noi

Non noleggiamo SkyPanel: il nostro parco luci è costruito su altri marchi. Ma la lezione vale identica, perché anche le nostre teste si pilotano via DMX o via app e anche loro hanno un firmware. Quando una produzione ritira un kit da noi, i corpi partono già allineati alla stessa versione, controllati e con l’alimentazione verificata. È il tipo di lavoro invisibile che si nota solo quando manca.

Se dovete illuminare un interno ampio o un notturno in esterni, i pezzi su cui ci appoggiamo di più sono l’Aputure LS 600x Pro per potenza e resa, il Nanlite Forza 720 quando serve un punto duro che arrivi lontano, e l’Aputure LS 300x come luce di riempimento gestibile anche con un generatore piccolo. Le combinazioni già pronte le trovate nei kit.

Il conto che fanno le produzioni in Abruzzo

Un corpo luce di fascia alta ha senso comprarlo se lo si usa tutte le settimane. Per uno spot di tre giorni, un corto o un documentario girato tra L’Aquila, Pescara e i paesi interni, il noleggio resta la scelta economicamente sensata: paghi i giorni che usi, non l’ammortamento, e soprattutto non paghi il tempo che serve a tenere il materiale aggiornato e in ordine. Quel tempo lo mettiamo noi.

Un ultimo consiglio pratico, buono per qualsiasi marca: se lavorate in DMX cablato, portate sempre un cavo di scorta e un terminatore. Il novanta per cento dei problemi che vengono attribuiti al firmware, alla fine, è un connettore.

L’elenco completo del materiale è nella pagina attrezzature.

Fonte ufficiale: ARRI – LiOS. Verifica: Newsshooter.