CHIOPT ha presentato lo XTREME ZOOM 16-35mm T3.2, il grandangolo che mancava alla sua serie di zoom cine full frame. Con questo pezzo la gamma chiude il cerchio: 16-35, 28-85 e 75-250, tutti a T3.2 costante, tutti con la stessa resa. Tre ottiche per coprire da 16 a 250 millimetri, che è quello che serve al 90% delle produzioni su cui lavoriamo.

Le specifiche dalla scheda ufficiale

  • Cerchio immagine 46 mm: copre il full frame e, di conseguenza, anche il Super 35
  • T3.2 costante su tutta l’escursione, ottica data dal costruttore per parfocale
  • Fuoco minimo 0,34 m dal paraluce, pari a 0,57 m dal piano sensore
  • Peso 2,5 kg in PL, 2,55 kg in EF, 2,6 kg in E
  • Lunghezza 229,2 mm nelle versioni PL ed EF, 254,5 mm nella versione E
  • Diametro frontale 114 mm, corsa del fuoco 288°, corsa del diaframma 84°, diaframma a 9 lamelle
  • Attacchi disponibili: PL, EF ed E

Il prezzo è la vera notizia

CHIOPT ha aperto con un listino promozionale: il 16-35 da solo passa da 3.299 a 2.639 dollari, la coppia con il 28-85 costa 4.649 dollari invece di 6.198, quella con il 75-250 si ferma a 5.278, e la trilogia completa scende da 9.497 a 6.980 dollari. Sono cifre da tenere a mente: sotto i settemila dollari, tasse e dogana escluse, ci si porta a casa una copertura 16-250mm parfocale a T costante. Un solo zoom ARRI o Fujinon di pari escursione ne costa il triplo.

La data di spedizione, per ora, non c’è. Sul sito compaiono la scheda tecnica completa e i prezzi, non un mese di consegna: chi ordina lo fa senza sapere quando arriva.

Cosa cambia sul set, in concreto

Secondo noi il punto interessante non è il grandangolo in sé, ma il fatto che tre corpi identici per diametro frontale, corsa e ingranaggi permettano di cambiare ottica senza rimettere mano al mattebox, al follow focus e al bilanciamento. Su un documentario o uno spot girato in due giorni, questo vale più di mezzo stop di luce.

I 114 mm di diametro frontale entrano in un mattebox da 114 mm con anello di riduzione standard, quindi nessuna sorpresa. I 2,5 kg invece vanno gestiti: su un corpo compatto come la RED KOMODO 6K o la Sony BURANO servono supporto ottica e una testa fluida seria, altrimenti il baricentro finisce tutto in avanti. Su ARRI ALEXA Mini con base bridge il problema non si pone.

Il T3.2 costante, poi, va detto per quello che è: non è un’ottica luminosa. In interni o in notturna serve mettere watt sul set. Con una Aputure LS 600x Pro a due metri si lavora tranquilli, a mano libera e con poca luce no. Chi cerca il bokeh estremo e la resa a T1.5 guardi altrove: questi sono zoom da lavoro, non da ritratto.

Comprarli o noleggiarli

Qui la matematica è sempre la stessa. Settemila dollari più IVA e trasporto significano, in Italia, circa ottomila euro sul serio spesi. Ammortizzarli richiede decine di giornate all’anno con quel set specifico montato. Se giri due spot e un corto l’anno, il conto non torna: la stessa cifra ti compra molte giornate di noleggio con l’ottica revisionata, collimata e assicurata, e con la possibilità di cambiare famiglia di ottiche a seconda del progetto.

Il caso in cui comprare ha senso è l’opposto: una casa di produzione che gira tutto l’anno con lo stesso corpo macchina e la stessa estetica. Per tutti gli altri, il set CHIOPT è un ottimo candidato da provare a noleggio prima di firmare un assegno. Noi lo terremo d’occhio: se le prime unità arrivate in Europa confermano quello che promette la scheda, è un pezzo che ha senso avere in magazzino. Nel frattempo, nel nostro catalogo attrezzature ci sono già le alternative con cui confrontarlo.

Fonte ufficiale: scheda prodotto CHIOPT XTREME ZOOM 16-35mm T3.2. Verifica di settore: CineD.