Blackmagic Design ha messo online il 5 agosto l’aggiornamento 21.0.4 di DaVinci Resolve. Non è una versione nuova e non ci sono funzioni da annuncio: è manutenzione. Però dentro ci sono due o tre voci che sul lavoro vero cambiano la giornata, e siccome le lamentele in fase di post arrivano quasi sempre a noi che le macchine le abbiamo consegnate, vale la pena leggerle.

Cosa c’è dentro

  • Supporto a formati X-OCN aggiuntivi, in pratica i file della Sony FX5 appena uscita.
  • Relink dei proxy anche fra formati diversi: prima il proxy doveva corrispondere, ora no.
  • Import di file DRT: le clip si riagganciano da sole alle timeline nidificate già presenti nel progetto.
  • Le clip selezionate restano visibili mentre si lavora sui filtri della pagina Color.
  • API di scripting per leggere la selezione in timeline e accedere alle timeline nel media pool, più opzioni sulle impostazioni di render.
  • Playback in tempo reale più stabile sulle timeline con cache molto grande, supporto ai file Affinity legacy e correzioni su decodifica DPX, still CR2, curve di retime e navigazione nel media pool.

L’aggiornamento è gratuito per chi ha già Resolve 21, sia nella versione free sia in Studio.

X-OCN: la voce che conta davvero

Ogni volta che esce un corpo macchina nuovo si apre la stessa finestra scomoda: il girato c’è, il montatore non lo apre. Con l’X-OCN succede puntualmente, perché è un raw compresso proprietario Sony e finché il software non lo riconosce l’unica strada è transcodificare tutto — tempo, disco, e un passaggio in più dove perdere qualcosa.

Da noi il tema non è teorico: la Sony BURANO gira in X-OCN e il formato è il motivo per cui la si prende, non un dettaglio. Se il cliente ci chiede se il suo studio riesce a montarla, adesso la risposta è più semplice: aggiorna Resolve e sei a posto. Secondo noi è questo il valore di una release così, molto più delle voci di changelog.

Il relink dei proxy fra formati diversi

Questa la mettiamo al secondo posto solo perché fa meno notizia. Chi lavora in due sedi — riprese in Abruzzo, montaggio a Roma o a Milano — genera proxy in un formato leggero e poi rimette i master alla fine. Fino a ieri, se il proxy era stato fatto con un codec diverso da quello previsto, il relink non agganciava e si finiva a rifare tutto. Ora Resolve accetta il mismatch. Sul campo è la differenza fra mezz’ora e un pomeriggio buttato.

Discorso simile per il playback sulle timeline con cache grande: se avete un doc da novanta minuti con render cache ovunque, sapete di cosa parliamo.

Come la gestiamo noi

Una regola che ripetiamo a chi ritira: si aggiorna prima, mai in mezzo al lavoro. Un .0.4 è per definizione un rilascio piccolo, ma se il progetto è aperto e la consegna è venerdì, il momento giusto per scoprire un comportamento nuovo non è il giovedì sera. Installate, aprite una copia del progetto, controllate che i plugin di terze parti rispondano, poi passate il progetto vero.

Seconda cosa: verificate che la macchina di montaggio regga il formato prima di prenotare la camera, non dopo. Un raw compresso pesa in ripresa e pesa in post, e le due cose vanno decise insieme. Se il budget di post non c’è, spesso conviene una Sony FX6 in XAVC e chiudere il progetto senza drammi, invece di inseguire il raw per principio. Chi invece vuole raw e workflow Blackmagic nativo, con la URSA Cine 12K e Resolve ha la catena più corta che esista oggi.

Il consiglio finale è banale ma non lo fa nessuno: fate un test di due minuti con il codec che userete, dalla scheda al timeline, prima del giorno di ripresa. Noi possiamo darvi il file di prova insieme alla macchina. Trovate tutti i corpi e i kit pronti a catalogo.

Aggiornamento e note di rilascio sul sito di supporto Blackmagic Design; l’elenco completo delle modifiche è riassunto anche da CineD.