
DJI ha presentato il 17 settembre la SDR Transmission 2, e questa volta la notizia non è il prodotto in sé ma il prezzo a cui arriva: 349 euro a unità, 629 euro la coppia. Per capirci, siamo intorno a un decimo di quello che costa un sistema wireless di fascia alta, e la roba che porta a casa non è da giocattolo.
Cosa fa davvero
Il pezzo grosso è che il trasmettitore e il ricevitore sono lo stesso oggetto: c’è un interruttore fisico, decidi tu chi fa cosa. Chi ha comprato la prima generazione nel 2024 si portava dietro due unità diverse e, se ne rompeva una, era ferma quella funzione. Qui ne metti tre in valigia e sono tre pezzi di ricambio reciproci.
- DCI 4K60 10 bit HDR (HLG e HDR10), H.265 fino a 50 Mbps — il doppio del bitrate della generazione precedente
- 35 ms di latenza dichiarata, escluse camera e monitor
- 4 km di portata in campo libero
- 136 g l’unità in trasmissione con le antenne, 105 g in ricezione
- Un TX serve fino a 8 RX; il sistema regge 5 TX e 40 RX insieme
- Tri-banda con salto di frequenza automatico (2,4 GHz, 5,8 GHz e DFS) e allocazione automatica dei canali
- Alimentazione NP-F oppure USB-C PD, o direttamente dal gimbal
- Metadata da camere ARRI e RED via SDI
Due cose da sapere prima di entusiasmarsi. La SDI non c’è sul corpo: serve la piastra di espansione opzionale (169 euro) e per di più è limitata al 1080p60. E il monitoraggio via Wi-Fi sul telefono, che sulla prima generazione era comodissimo, è sparito: adesso il telefono lo attacchi in USB-C al ricevitore. Sono scelte che spostano il pezzo verso chi lavora in HDMI con mirrorless e cinema camera compatte, non verso il carrello da lungometraggio.
Il dettaglio che in Italia ci fa comodo
La SDR Transmission 2 è in vendita da subito in Europa e nel Regno Unito, e non è acquistabile negli Stati Uniti. È il rovescio della medaglia rispetto a quello a cui siamo abituati: per una volta il mercato bloccato è il loro. Per le troupe americane che vengono a girare qui significa che il wireless se lo trovano in noleggio in Europa e non se lo portano da casa — e tanto vale saperlo quando si costruisce una lista attrezzatura.
Secondo noi: quando ha senso e quando no
Sul set piccolo — spot, corto, videoclip, documentario con due camere — un sistema da 629 euro la coppia cambia il calcolo. Fino a ieri il wireless era la voce che si tagliava per prima e si finiva col cavo HDMI da 10 metri per terra. Con questi numeri il video village te lo permetti anche sul lavoro da un giorno.
Dove invece continuiamo a tirare fuori il Teradek Bolt 6 750 è sul set dove la trasmissione non può fare una piega: interni affollati di reti, produzioni con il cliente che guarda a 50 metri di distanza, ambienti industriali. Il Bolt lavora a 60 GHz, è zero-delay vero e non condivide la banda con i telefoni di tutti. La DJI, per quanto tri-banda e con il salto di frequenza automatico, sta comunque dove sta il Wi-Fi di chiunque. Non è un difetto, è fisica: bisogna solo sapere su quale set metterci quale.
Terza cosa, pratica: se lavori con un DJI RS 3 Pro o con un RS 3 Mini, la SDR 2 si alimenta dal gimbal e si comanda dall’app Ronin. È l’unico caso in cui l’ecosistema chiuso di DJI è un vantaggio netto e non una gabbia: meno batterie, meno cavi, un’app sola.
Una raccomandazione da chi i wireless li dà a noleggio tutti i giorni: qualunque sistema scegliate, provate la tratta in location il giorno prima, non in ufficio. I 4 km dichiarati valgono in campo libero, e un muro in cemento armato del centro storico di un paese abruzzese se li mangia in venti metri. Se il rischio c’è, si aggiunge un Atomos Ninja V a bordo camera come monitoraggio di sicurezza e si dorme sereni.
La SDR Transmission 2 entrerà nel nostro parco, accanto ai Bolt. Nel frattempo trovate tutto il materiale disponibile a noleggio con consegna sul set in tutta la regione.
Fonti: comunicato ufficiale DJI e CineD.
Un'ampia gamma di attrezzatura a catalogo, consegna sul set inclusa in tutto l'Abruzzo.


