
Godox ha presentato il 19 agosto la KNOWLED AD88, un diffusore elettronico regolabile da 8×8 piedi: 2300×2300 mm di superficie che passano da luce dura a luce morbida senza che nessuno debba salire su una scala a cambiare il telo. È la versione grande di una famiglia che finora si fermava ai formati piccoli (AD21, AD32, AD33) e, per come si lavora sui set che seguiamo, è la prima della serie che entra davvero nel linguaggio della troupe cinema.
Come funziona
Il principio è quello di un ND variabile applicato alla diffusione: il pannello cambia le proprie proprietà ottiche al variare della tensione che riceve. Il controller esterno — 83×46×150 mm per 287 grammi — accetta 12-20V 35W in ingresso e restituisce da 0 a 54V al pannello. Si comanda dai tasti fisici sul controller, dall’app KNOWLED via Bluetooth (fino a 30 metri dichiarati) oppure via DMX/RDM e CRMX. Quest’ultima, secondo noi, è la modalità che conta: la diffusione finisce sulla stessa consolle che governa le teste, senza aggiungere un altro telecomando alla cintura del gaffer.
Le velocità di transizione sono quattro. Detta in termini pratici: il passaggio da hard a soft può diventare un effetto in ripresa, non soltanto una regolazione fra un ciak e l’altro.
I numeri dichiarati
- Superficie diffondente: 2300 × 2300 mm (8′ × 8′)
- Peso della parte diffondente: circa 3,7 kg
- Controller: 83 × 46 × 150 mm, 287 g
- Alimentazione: 12-20V 35W, compatibile con batterie V-mount
- Controllo: controller onboard, app KNOWLED, DMX/RDM, CRMX
- Temperatura d’esercizio: da -20 a 45 °C
- Prezzo consigliato: 1.299 dollari per l’AD88, 1.999 per il kit AD88 K1
Il dettaglio che riguarda noi europei
Godox ha messo nero su bianco che la diffusione regolabile non è in vendita negli Stati Uniti — questione di brevetti sulla tecnologia — mentre resta disponibile in Europa, Asia, Africa, Oceania e Sud America. Capita di rado che una novità arrivi prima da noi che a Los Angeles, quindi tanto vale approfittarne: chi gira in Italia può metterla in lista già adesso, senza aspettare che sia il mercato americano a decidere se il prodotto ha senso.
Sul set, che problema risolve
Un 8×8 con la seta montata è un oggetto che, una volta piazzato, non si tocca più volentieri. Cambiare grado di diffusione significa fermare tutti, riaprire il telaio, smontare il telo, rimontarne un altro e ricontrollare il livello: dieci minuti se va bene, di più se il telaio è alto o se c’è vento. In esterni sull’Adriatico o in quota sul Gran Sasso, quei dieci minuti costano luce naturale che non torna indietro.
Con un pannello che si regola dalla consolle, il diffusore diventa un parametro come l’intensità della testa. Chi lavora su interviste e volti — documentario, corporate, moda — è il primo a beneficiarne: si finisce l’illuminazione guardando il monitor invece di indovinarla dalla scala. Il nostro consiglio è di ragionarlo in coppia con una sorgente potente, perché la diffusione toglie sempre qualcosa: davanti a un Aputure LS 600x Pro o a una Nanlite Forza 720 resta margine anche nel punto più morbido, mentre con teste più piccole come l’Aputure LS 300X conviene tenersi vicini al soggetto.
Comprarlo o noleggiarlo
A 1.299 dollari più telaio, staffe e batteria, un accessorio del genere si ammortizza solo se lo si porta fuori tutte le settimane. Per la maggior parte delle produzioni che vediamo in Abruzzo — uno spot, un corto, tre giorni di documentario — la matematica dice noleggio: si paga la giornata in cui serve davvero e non ci si tiene in magazzino un telo motorizzato da 8×8 che, fra un progetto e l’altro, prende polvere. Chi ha un progetto in partenza intanto può guardare il resto del nostro parco luci e camere: sul campo, la maggior parte dei problemi di luce si risolve prima con la sorgente giusta che con l’accessorio nuovo.
Fonte ufficiale: scheda KNOWLED AD88. Verifica di settore: Newsshooter.
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