RØDE ha rilasciato il 24 settembre il firmware 1.4 per le tre console della famiglia RØDECaster Video: Video, Video S e Video Core. È un aggiornamento gratuito, e non è il solito giro di correzioni. Aggiunge una modalità che cambia il mestiere della macchina: da mixer video per podcast e dirette a registratore multicamera 4K con uscite NDI separate. Lo annuncia RØDE sul suo sito e lo conferma CineD.

Cosa fa la nuova 4K Capture Mode

In questa modalità la console accetta più sorgenti UHD (3840×2160) a 30 fotogrammi via HDMI: quattro sulla RØDECaster Video, tre sulla Video S e sulla Video Core. Ogni camera esce come flusso NDI HX a sé, quindi la prendi da OBS, da Ecamm Live o da qualunque sistema NDI sulla stessa rete. In parallelo ogni sorgente si registra come traccia isolata 4K su SSD esterno, in H.264 o H.265.

  • 4K Capture: fino a quattro ingressi UHD30, un flusso NDI per camera, ISO 4K su SSD.
  • Full HD Capture: la stessa logica a 1080p60, per chi vuole la fluidità dei 60 fotogrammi.
  • Audio: il mixer RØDE resta attivo e ogni uscita NDI o ISO può avere il suo mix, per esempio il programma completo su una e un solo microfono su un’altra.

Il prezzo da pagare è dichiarato da RØDE stessa: in modalità cattura si perdono o si riducono scene multicamera, keying, grafiche, media e diretta streaming. Per quelle cose c’è sempre la modalità standard FHD Switching, ma in Full HD. Tradotto: o regia in HD, o registrazione pulita in 4K. Le due cose insieme no.

RØDECaster Sync su tutta la gamma

La seconda novità è il Sync, finora riservato alla Video Core: con un solo cavo USB-C la console video si collega a una RØDECaster Pro II o Duo, che diventa superficie di controllo per audio e video. Le due macchine condividono un mixer a nove canali e tutti gli ingressi e le uscite, e la registrazione finisce sul disco della RØDECaster Video. Con la 1.4 funziona anche su Video e Video S. Chiudono il pacchetto l’export della timeline in OTIO per Premiere Pro (l’EDL per DaVinci Resolve c’era già dalla 1.3), l’audio dalle webcam USB e le scorciatoie da tastiera nello Scene Builder.

Cosa cambia per chi gira in Italia

Secondo noi la vera notizia è la registrazione ISO in 4K. Fino a ieri queste console erano strumenti da studio podcast: registravi il programma già montato in Full HD e, se in regia sbagliavi uno stacco, te lo tenevi. Ora convegni, talk, presentazioni aziendali e concerti piccoli si possono girare con tre o quattro camere, portando a casa ogni angolo separato in 4K e rimontando con calma. L’export OTIO e l’EDL servono proprio a questo: ricostruisci la sequenza della diretta e sistemi solo i punti sbagliati.

Due accortezze dal campo. Primo, H.264 e H.265 sono codec di consegna, non di grading: per un’intervista che va in onda così vanno benissimo, per un documentario da correggere pesante no. Lì conviene registrare anche in camera, oppure su un Atomos Ninja V in ProRes, e usare la console solo come regia e riferimento. Secondo, NDI vuol dire rete: serve uno switch gigabit decente e cavi seri, non il Wi-Fi della sala congressi.

Per la parte camere la combinazione che usiamo più spesso è semplice: due o tre Sony FX3 con uscita HDMI pulita, e un Teradek Bolt 6 750 quando una camera deve girare per la sala senza cavo. Se l’evento è in un borgo o in un rifugio dove la linea non c’è, il kit Starlink risolve la parte streaming.

La console conviene comprarla a chi fa podcast o dirette ogni settimana. Per l’evento singolo, secondo noi, ha più senso noleggiare camere e trasmissione e concentrare il budget sul giorno di ripresa. Trovi tutto tra le nostre attrezzature, e se vuoi capire come impostare un multicamera per un convegno, chiamaci prima.