
Il 9 luglio Sony ha tolto il velo alla RX10 V (DSC-RX10M5), quinta generazione della bridge superzoom con sensore da 1 pollice. La notizia sta già nella data: la RX10 IV era del 2017, quasi dieci anni fa, e in molti — noi compresi — davamo la linea per archiviata. L’annuncio ufficiale Sony invece rilancia la formula tutto-in-uno con una scheda tecnica che, stavolta, parla anche a chi lavora in video.
Cosa c’è dentro
Il cuore è un sensore stacked Exmor RS CMOS 1.0-type da 20,1 MP abbinato al processore BIONZ XR con unità AI dedicata, lo stesso impianto delle Alpha recenti. Davanti resta il marchio di fabbrica della serie: lo ZEISS Vario-Sonnar T* 24-600mm equivalenti F2.4-4.0, zoom ottico 25x, con messa a fuoco macro da 3 cm al grandangolo e 72 cm a 600mm.
- Real-time Recognition AF con riconoscimento AI di persone, animali, uccelli, insetti, auto, treni e aerei; 575 punti a rilevamento di fase su circa il 71% del frame.
- Raffica a 30 fps senza blackout con otturatore elettronico e 60 calcoli AF/AE al secondo.
- Otturatore centrale meccanico (leaf shutter) per il sync flash, un dettaglio che sui set fotografici si fa sentire.
- Mirino OLED Quad-VGA da circa 3,68 milioni di punti con ingrandimento 0,78x, LCD 3″ da 1,62M punti, corpo protetto da polvere e umidità.
Il video: finalmente parla la lingua della Cinema Line
Per noi la parte interessante è qui: 4K fino a 120p con slow motion fino a 5x, registrazione 4:2:2 10-bit, profili S-Log3 e S-Cinetone e import fino a 16 LUT utente, più la stabilizzazione Active Mode per il lavoro a mano libera. Tradotto in pratica: i file della RX10 V si allineano in color senza forzature a quelli di una Sony FX3 o di una Sony FX9. La bridge smette di essere la camera dei backstage e diventa una B-cam credibile per documentari e second unit.
Dettaglio di workflow che secondo noi vale più di mezza scheda tecnica: la batteria è la NP-FZ100, la stessa delle Alpha e della FX3. Un solo parco batterie per tutto il kit leggero, con autonomia dichiarata di circa 630 scatti con LCD e 570 col mirino. Wi-Fi 2.4/5 GHz e USB Type-C chiudono il cerchio.
Sul campo, qui in Abruzzo
Chi gira natura dalle nostre parti conosce il problema: camosci, cervi e orsi non aspettano il cambio ottica, e sul Gran Sasso il vento porta polvere ovunque. Un 24-600 sigillato, con un AF che riconosce da solo animali e uccelli e 30 fps senza blackout, è lo strumento giusto per sopralluoghi, scouting faunistico e riprese di appoggio dove portarsi una cinema camera con un tele da 3 kg non ha senso. Su produzioni più strutturate la vediamo bene come camera di ricognizione accanto a una Sony Burano: stessa famiglia colore, peso piuma, zero tempi morti.
Prezzo, disponibilità e la solita domanda: comprare o noleggiare?
Il listino ufficiale dice 2.299,99 dollari, con arrivo previsto ad agosto 2026; per l’Europa CineD indica circa 2.500 euro di prezzo suggerito, con il listino italiano IVA inclusa ancora da confermare. Non è la cifra di una compatta: è territorio da mirrorless con ottica. Il conto, sul campo, è semplice: se il superzoom serve ogni settimana, l’acquisto si ripaga; se serve per il progetto naturalistico di stagione o per una second unit occasionale, il noleggio resta la via più sana. Noi la stiamo tenendo d’occhio per il parco macchine: nel frattempo trovate corpi e ottiche già disponibili nel nostro catalogo attrezzature.
Un'ampia gamma di attrezzatura a catalogo, consegna sul set inclusa in tutto l'Abruzzo.


