Il 22 agosto True Lens Services, la casa inglese che da anni rihousa vetro vintage per il cinema, ha aggiunto due pezzi al catalogo: un Petzval 35mm T1.7 e un Mamiya 645 200mm T2.9. Non sono ottiche nuove nel senso ottico del termine: sono progetti storici rimessi in un corpo cine moderno, con scale in piedi e metri, ingranaggi standard e tiraggio ripetibile. Ed è esattamente questo il punto.

Petzval 35mm T1.7: il difetto diventa il look

Il Petzval è un disegno ottico dell’Ottocento, e si vede: centro morbido, caduta di luce marcata verso i bordi, bokeh che ruota. Sono tutti comportamenti che un’ottica moderna cerca di eliminare. Qui vengono venduti come feature, ed è coerente: chi cerca questo vetro lo cerca per il carattere, non per la resa clinica.

  • Attacco PL, apertura T1.7
  • Messa a fuoco minima circa 25 cm (10 pollici)
  • Diametro frontale 110 mm, lunghezza totale 66 mm
  • Peso 0,83 kg
  • Listino TLS: 8.100 sterline

Un 35mm lungo 66 mm è un dato che salta all’occhio: è cortissimo, quasi un pancake in corpo cine. Sul gimbal o su un rig leggero è un vantaggio reale, ma va tenuto presente il frontale da 110 mm, che condiziona la scelta del mattebox e degli anelli di riduzione.

Mamiya 645 200mm T2.9: duecento millimetri veri

Il 200mm è la variante che ci interessa di più. TLS lo rihousa mantenendo la focale nativa, senza speedbooster: quello che si vede è un 200mm reale, con la compressione prospettica che ci si aspetta da un tele medio formato. È un’ottica da paesaggio compresso e da dettaglio a distanza, non da set stretto.

  • Attacco PL o LPL, apertura T2.9
  • Cerchio immagine 61 mm all’infinito: copre il full frame con abbondanza e arriva a sfiorare il large format
  • Distanza minima 5’10”, cioè circa 1,78 metri
  • Diametro frontale 95 mm, lunghezza 184 mm
  • Listino TLS: 6.950 sterline

Quanto costa davvero questa roba

Due ottiche, circa 15.000 sterline di listino. Con il cambio e l’IVA, in Italia si parla di una cifra che nessun videomaker compra per un lavoro solo. E qui sta il ragionamento che facciamo ogni volta: un’ottica di carattere si ammortizza solo se la usi tanto e sempre per lo stesso tipo di resa. Se ti serve lo swirl del Petzval per un videoclip di tre giorni, comprarlo è una scelta contabile sbagliata. Noleggiarlo no.

Aggiungiamo una cosa che spesso viene sottovalutata: il vetro vintage rihousato non è plug and play. Va testato prima, va visto su monitor calibrato e va deciso in preproduzione, perché in grading il carattere di queste ottiche non si aggiunge e non si toglie. Chi arriva sul set con un Petzval senza aver fatto un test ha già perso mezza giornata.

Il nostro punto di vista

Queste due TLS non le abbiamo a magazzino, e non facciamo finta del contrario. Segnalarle ha senso lo stesso, perché confermano una direzione che sul campo vediamo da un paio d’anni: le produzioni italiane di fascia media chiedono sempre più spesso un look, non una specifica. Il cliente non dice “voglio 4K”, dice “voglio che sembri girato negli anni Settanta”.

Se è questo il punto di partenza, il corpo macchina conta meno dell’ottica. Un cerchio immagine da 61 mm come quello del Mamiya sta comodo su qualsiasi sensore che noleggiamo, e su una ARRI ALEXA Mini in PL nativo un tele vintage rende al meglio proprio perché il Super 35 lascia margine per riposizionare l’inquadratura senza andare a cercare i bordi. Su corpi come Sony BURANO o RED KOMODO 6K serve invece l’adattatore PL corretto, e va verificato prima, non la mattina delle riprese.

Secondo noi il modo giusto di ragionare è questo: scegli il look, poi il corpo, poi il resto del kit. Se hai in mente una resa vintage per un progetto in Abruzzo, scrivici prima di bloccare le date: qualche soluzione per arrivarci, dentro o fuori dal nostro catalogo, di solito si trova.

Le schede ufficiali sono sul sito di True Lens Services, e l’annuncio è stato ripreso anche da Newsshooter.