Zhong Yi Optics ha annunciato il 7 agosto la PITTURA 30mm f/2.4, un grandangolo per medio formato in vendita da subito a 499 dollari. In un segmento dove una singola ottica costa quanto un corpo macchina, un prezzo del genere fa girare la testa anche a noi che sul set lavoriamo quasi sempre in full frame.

Cosa ha annunciato Zhong Yi

I dati ufficiali sono questi, tutti confermati dalla scheda prodotto del costruttore:

  • Lunghezza focale 30mm, angolo di campo 84,5 gradi (circa un 24mm in equivalenza full frame)
  • Apertura da f/2.4 a f/22, ghiera a scatti, 11 lamelle
  • Schema ottico a 13 elementi in 12 gruppi con messa a fuoco flottante
  • Messa a fuoco manuale, distanza minima 0,20 m
  • Filtri frontali da 58mm, peso circa 550 grammi
  • Attacchi Fujifilm G (GFX) e Hasselblad XCD, corpo interamente in metallo
  • Prezzo 499 dollari, disponibile dal 7 agosto 2026

Perché ne parliamo se non è un’ottica cine

Perché il medio formato ha smesso di essere un discorso solo fotografico. Da quando Fujifilm ha portato l’attacco G su un corpo pensato per il cinema, ogni ottica nuova su quella baionetta diventa potenzialmente materiale da set. E il problema del medio formato, per chi produce, non è mai stato il sensore: è il parco ottiche. I grandangoli spinti su questo formato costano cifre a quattro zeri e in genere si fermano a f/3.5 o f/4. Qui abbiamo un 24mm equivalente che apre a f/2.4 e costa meno di un pomeriggio di camera car.

Secondo noi il valore vero è questo: abbassa la soglia di ingresso. Una produzione che vuole provare il look del medio formato su un paio di scene, senza rifare il preventivo da capo, adesso ha una strada.

I limiti, detti chiaramente

La ghiera del diaframma è a scatti. Sul set significa niente cambi di iris in ripresa: se il sole entra ed esce dalle nuvole mentre giri in esterni, o giochi di ND o rifai la ripresa. La messa a fuoco è manuale, e Zhong Yi non dichiara né la corsa di fuoco né ingranaggi standard 0.8 mod: senza quelli, montare un follow focus diventa un lavoro di adattamento. Non ci sono dichiarazioni sulla tenuta alle intemperie, quindi in montagna d’inverno la tratteremmo con prudenza. È un’ottica fotografica prestata al video, non una cine lens: chi si aspetta il comportamento di un set di primes resterà deluso.

Medio formato e noleggio: il conto da fare

Il ragionamento che facciamo con i clienti vale anche qui, ribaltato. Un’ottica da 499 dollari si compra: non ha senso noleggiarla. Il corpo macchina che ci va dietro, quello sì. È lì che il noleggio salva il budget di una produzione abruzzese: si prende la macchina per i tre giorni di riprese, non la si ammortizza in cinque anni sperando che arrivi il lavoro giusto.

Sul campo, per il 90% dei corti, degli spot e dei documentari che seguiamo in Abruzzo, il full frame resta la scelta giusta: workflow noti, ottiche ovunque, post senza sorprese. Il medio formato ha senso quando il progetto ha una ragione estetica precisa per averlo e quando c’è il tempo di girarci intorno. Se qualcuno ci chiede se conviene, la prima domanda è sempre la stessa: quante inquadrature useranno davvero quel look?

Cosa noleggiamo noi

Il nostro parco resta su corpi che vanno in produzione tutte le settimane: la Sony BURANO per il full frame ad alta risoluzione con ND interni, la Blackmagic URSA Cine 12K quando serve un negativo grande e un RAW generoso in post, e la ARRI ALEXA Mini quando il colore deve semplicemente funzionare senza discussioni. Il resto del listino, luci e supporti compresi, è nella pagina attrezzature.

Fonte ufficiale: Zhong Yi Optics. Verifica di settore: Newsshooter.