
Blackmagic ha aggiornato la sua app per iPhone alla versione 3.5, e stavolta non e’ il solito giro di bugfix. Le note di rilascio sono tre righe secche, ma dentro c’e’ una cosa che fino a due settimane fa su un telefono non esisteva: il controllo manuale di un diaframma vero, meccanico.
Cosa cambia davvero con la 3.5
L’aggiornamento e’ uscito il 17 settembre, gratis sull’App Store come tutte le versioni precedenti. Le novita’ dichiarate da Blackmagic sono quattro:
- supporto a iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max;
- controllo del diaframma variabile sulla camera principale Fusion da 48MP, per gestire profondita’ di campo ed esposizione;
- registrazione Apple ProRes direttamente sul Pro Video Storage;
- registrazione in modalita’ Cinematic.
I due in mezzo sono quelli che cambiano il modo in cui un telefono entra su un set.
Il diaframma: quattro stop, non un filtro
La camera principale dell’iPhone 18 Pro monta un iris meccanico a sei lamelle che lavora su quattro aperture reali: f/1.48, f/1.8, f/2.8 e f/4.0. Non e’ il finto sfocato calcolato dal software, e’ metallo che si chiude davanti al sensore. Con la 3.5 quelle quattro posizioni le comandi dall’app invece di lasciarle decidere a iOS.
Le note di rilascio non dicono se si possa passare da un’apertura all’altra durante la registrazione, ne’ se esistano valori intermedi: fino a prova contraria diamo per buona la versione prudente, quattro scalini da impostare prima di girare. Chi si aspetta un iris pull come su un’ottica cine resterebbe deluso comunque, perche’ su un sensore di quelle dimensioni chiudere a f/4.0 significa gia’ andare a sbattere contro la diffrazione. Il valore vero di questo controllo e’ un altro: poter tenere la stessa esposizione senza impastare tutto di ND, e soprattutto poter ripetere un’impostazione identica fra una ripresa e l’altra.
Il ProRes che non riempie piu’ il telefono
Per noi il punto piu’ concreto e’ il secondo. Registrare ProRes sul Pro Video Storage introdotto con i 18 Pro significa che la memoria interna smette di essere il collo di bottiglia. Chiunque abbia provato a girare ProRes su un iPhone sa come finisce: due ore di riprese e il telefono e’ pieno, con la scaricata dei file da fare sul posto mentre la troupe aspetta. Con l’unita’ esterna il flusso somiglia molto di piu’ a quello di una camera vera, con supporti che si cambiano e si consegnano al montaggio. L’app gestisce ProRes 422 HQ, 422, LT e Proxy, oltre a HEVC e H.264, e dalle versioni precedenti si porta dietro ProRes RAW e Apple Log 2.
Il nostro parere da noleggiatori
Diciamola chiara: nessuno di noi mettera’ un iPhone al posto della camera principale su uno spot. Ma il telefono come terza camera ha un senso che cresce ogni anno, e con questa combinazione di iris meccanico e ProRes su disco esterno la distanza si accorcia ancora. Sul campo lo vediamo bene in tre situazioni: il punto di vista impossibile dove nessuno infilerebbe un corpo da otto chili, il dietro le quinte che poi diventa materiale social, e il documentario in cui devi partire a girare in tre secondi.
Quello che il telefono non ti da’ resta pero’ tutto il resto. Un iris a quattro posizioni non sostituisce un set di ND, la modalita’ Cinematic non sostituisce un focus puller, e soprattutto un sensore da telefono non sostituisce la luce. Se la scena e’ buia, e’ buia: e li’ serve altro. Per questo, quando un cliente ci chiede se gli basta l’iPhone, la risposta onesta e’ che gli basta per una gamba del lavoro, non per tutte e tre.
Il conto da fare e’ quello di sempre. L’iPhone lo hai gia’ in tasca, ma il supporto, la luce e il corpo principale no: quelli si noleggiano per i giorni in cui servono. Un DJI RS 3 Mini risolve il movimento anche con un telefono a bordo e costa una frazione di quello che spenderesti per comprarlo per due shooting l’anno. Una Sony FX3 come camera principale ti da’ il file su cui il telefono va poi agganciato in color. E una Aputure LS 300X risolve il problema che nessun firmware risolvera’ mai. Tutto il resto del parco e’ nella pagina attrezzature.
Nota pratica per chi gira in Abruzzo: se l’iPhone entra come camera aggiuntiva, mettete in conto un power bank serio. La 3.5 sposta il problema dello spazio sul disco esterno, non lo elimina.
Le note di rilascio complete sono sulla pagina ufficiale dell’app di Blackmagic Design. La notizia e’ stata verificata anche da CineD.
Un'ampia gamma di attrezzatura a catalogo, consegna sul set inclusa in tutto l'Abruzzo.


