Blackmagic ha messo in giro una build di prova che porta l’autofocus a rilevamento di fase sulla PYXIS 12K. È la prima volta, e non è un dettaglio da nota di rilascio: fino a ieri il PDAF sulle Blackmagic era roba da sensori Bayer, e sulla 12K nessuno aveva mai confermato che il sensore RGBW avesse i pixel di fase per farlo funzionare.

Cosa c’è dentro la build

La versione è Blackmagic Camera 10.2.96 e aggiunge il PDAF alla PYXIS 12K con le stesse funzioni e gli stessi controlli già in produzione su Cinema Camera 6K e PYXIS 6K: autofocus continuo, riconoscimento del volto, tracking dell’oggetto e riquadro di messa a fuoco ridimensionabile. Al posto del vecchio single-shot a contrasto, che sui soggetti in movimento serviva a poco.

Due avvertenze, e le scrive Blackmagic stessa. La prima: è una test build, non una release pubblica, quindi va su una macchina di prova e non su un lavoro pagato. La seconda: per adesso esiste solo l’installer per Mac, perché quello Windows è rotto. La distribuzione passa da un thread dedicato sul forum ufficiale, dove l’azienda raccoglie i feedback dei tester. Se qualcosa va storto si torna indietro scaricando l’ultima release generale dal sito di supporto e rilanciando l’updater sulla camera.

Perché la domanda sul sensore era rimasta aperta

Quando la PYXIS 12K è stata presentata, Blackmagic aveva già avvisato che portarci un autofocus di fase decente avrebbe richiesto parecchio lavoro: l’RGBW è una tecnologia diversa dal Bayer condiviso da Cinema Camera 6K e PYXIS 6K. Nel frattempo le sorelle minori andavano avanti — PDAF in test build sulla PYXIS 6K a marzo, poi release stabile con Camera 10.2 a giugno — e la 12K restava a guardare. Più passavano i mesi, più sembrava che quel sensore i pixel di fase non li avesse proprio. Adesso la risposta c’è: ce li ha.

Su un corpo a scatola cambia più che altrove

Secondo noi qui sta il punto. Su una cinepresa impugnata da un operatore l’autofocus è un comfort; su un corpo a scatola come la PYXIS è un pezzo di workflow. Quel formato finisce quasi sempre dove dietro la macchina non c’è nessuno a tirare il fuoco: gimbal, teste remote, crash cam, seconda camera in un’intervista multicamera, riprese comandate dall’app Blackmagic Camera. In tutte quelle configurazioni un continuo affidabile smette di essere un compromesso e diventa l’impostazione di partenza. Chi lavora da solo — e in Abruzzo capita spesso, sui documentari e sugli spot piccoli — se ne accorge alla fine della giornata, contando quante inquadrature ha buttato via.

Come la vediamo da noleggiatori

Sul firmware delle macchine a noleggio siamo prudenti per mestiere, e questa volta più del solito: una build di prova su un corpo che esce a lavorare tutti i giorni è un rischio che non ha senso prendersi. Il consiglio pratico, se aggiornate una vostra macchina, è di tenerla fuori dai set pagati finché non arriva la release generale, e di ricordarsi che il thread del forum è il posto giusto dove segnalare i comportamenti strani. Chi noleggia da noi non deve preoccuparsene: le nostre camere escono sempre in firmware stabile e vi diciamo quale build hanno sopra.

Sul discorso più generale, resta valido quello che ripetiamo da mesi: se una 12K vi serve per un progetto, prima di firmare un acquisto fate due conti su quante giornate la userete davvero. Il segmento box-camera si muove veloce e il firmware cambia le carte in tavola ogni pochi mesi. Se vi serve la fascia alta della risoluzione Blackmagic per un lavoro specifico, in listino abbiamo la Blackmagic URSA Cine 12K; per le configurazioni dove l’autofocus continuo conta davvero abbiniamo di solito il DJI RS 3 Pro e, quando la camera finisce su una testa remota o lontano dal video village, il Teradek Bolt 6 750. Il resto del parco macchine è nella pagina attrezzature.

Fonte ufficiale: thread di test sul forum Blackmagic Design. Verifica: CineD.