
Se guardiamo il registro dei noleggi dell’ultimo anno, il pezzo che esce e rientra più spesso non è una camera: è un gimbal. Il DJI RS 3 Pro è diventato il nostro cavallo da tiro, e vale la pena spiegare perché lo consigliamo così spesso e — soprattutto — quando invece è la scelta sbagliata.
Cosa lo rende diverso dai gimbal “da creator”
Il numero che conta è il payload testato: 4,5 kg. Sembra tanto sulla carta, ma sul set si consuma in fretta. Corpo macchina, ottica luminosa, monitor, trasmettitore video, motore follow focus: si arriva a tre chili e mezzo senza accorgersene. Il RS 3 Pro tiene il margine perché i bracci sono ricavati da un pezzo unico di fibra di carbonio — la stessa filosofia del Ronin 2 — e sono più lunghi rispetto al RS 3 liscio. Quella lunghezza in più è la ragione pratica per cui ci si bilancia una Sony FX6, una Canon EOS C70 o una RED KOMODO 6K senza spostare l’ottica a filo del motore.
Il resto lo conoscete: touchscreen OLED da 1,8″, blocchi assi automatici, autonomia fino a 12 ore. I blocchi automatici sembrano un dettaglio da brochure finché non fai otto cambi di setup in una giornata: lì diventano dieci minuti recuperati.
A chi conviene davvero
Secondo noi il RS 3 Pro dà il meglio su tre tipi di lavoro. Spot e branded content, dove servono movimenti puliti e ripetibili senza portarsi dietro un dolly. Documentario e corporate, quando devi seguire una persona che cammina in uno stabilimento o in un borgo e non hai tempo di posare binari. Videoclip e matrimoni cine, dove il movimento continuo è parte del linguaggio.
Non conviene, invece, se il vostro piano di lavorazione è fatto di inquadrature statiche su cavalletto: in quel caso i soldi del gimbal stanno meglio su un’ottica o su una luce. E non conviene se il rig supera abbondantemente i quattro chili e mezzo — lì si passa a soluzioni diverse, dal Ronin 2 alla Steadicam.
Perché a noleggio ha più senso che comprarlo
Un gimbal è l’attrezzatura che invecchia più in fretta di tutte. Le camere buone restano in listino per anni; gli stabilizzatori cambiano generazione ogni due, e nel frattempo le batterie si degradano anche se il pezzo resta in armadio. Da noi il RS 3 Pro sta a 55 € al giorno, 140 € per tre giorni, 220 € a settimana. Fate il conto sui giorni in cui vi serve davvero in un anno: se sono meno di venti, comprarlo significa immobilizzare capitale su un pezzo che si svaluta mentre dorme. In più torna sempre bilanciato, con firmware aggiornato e batterie sane, che sul set vale più di quanto sembri.
Tre cose da sapere prima di girare
- Bilanciate con il rig completo. L’errore classico è bilanciare col solo corpo e ottica, poi aggiungere monitor e trasmettitore all’ultimo. Il gimbal regge lo stesso, ma i motori lavorano caldi e l’autonomia crolla.
- Il LiDAR non è magia. Il Range Finder proietta decine di migliaia di punti di misura in un raggio di pochi metri e restituisce autofocus anche a ottiche manuali: funziona bene sulle distanze medie, meno in controluce forte o su soggetti molto lontani. Trattatelo come un ottimo assistente, non come un focus puller.
- Il peso si sente dopo venti minuti. Il corpo pesa circa 1,5 kg, più la camera. Per le giornate lunghe chiedeteci l’impugnatura dual-handle o un sistema di scarico: costa poco e cambia la fine della giornata.
Con cosa lo abbiniamo
L’accoppiata che esce più spesso dal magazzino è RS 3 Pro + FX6 con ottica zoom leggera. Chi gira in coppia lo affianca al DJI RS 3 Mini come seconda unità per le riprese agili. Lo diamo con piastre, base estesa e valigia; per il resto della lista trovate tutto nel catalogo attrezzature o nei kit completi, e la consegna sul set in Abruzzo è inclusa.
Le specifiche complete stanno sulla pagina ufficiale DJI; per un’analisi tecnica al momento del lancio resta valida quella di CineD.
Un'ampia gamma di attrezzatura a catalogo, consegna sul set inclusa in tutto l'Abruzzo.


