FoMa Systems ha annunciato il Maxima Mk II: torna in produzione il gimbal ad anello che nel 2014, all’IBC, aveva alzato l’asticella del payload handheld. L’originale era fuori produzione da anni — chi lo cercava lo trovava solo sull’usato o nel listino legacy di ARRI, che lo distribuiva — e secondo l’azienda è stata la richiesta insistente degli operatori a farlo rientrare a listino.

I numeri sono quelli che contano per chi lavora con macchine vere: 30 kg di payload dichiarato a fronte di 7,5 kg di peso del sistema, quindi un rapporto 4:1. Per capirci, come sistema pesa quanto un DJI Ronin 2 con il suo frame, ma porta più del doppio. Non è un gimbal per mirrorless: è pensato per il pacco camera completo — corpo cinema, zoom grosso, mattebox, motori, trasmettitore, batteria — senza doverlo smontare per farlo stare dentro le specifiche.

Cosa cambia rispetto all’originale

La meccanica resta quella: l’architettura ad anello chiuso, i cuscinetti di precisione, i motori brushless ad alta coppia. È tutta l’elettronica a essere stata rifatta.

  • Elettronica nativa 24 V, con il 50% di coppia in più dichiarata su ogni asse; piastre B-Mount e Gold Mount Plus, con 12 V down-converted per camera e accessori.
  • Autotune PID: si ritara il sistema a ogni cambio di configurazione camera-ottica senza collegare un computer.
  • FoMa RCP Lite, il nuovo radiocomando: display integrato, Mimic Control (muovi il controller, il gimbal segue) e compatibilità con NODO Inertia Wheels, ARRI Digital Wheels, PLC Wheels e la FoMa PanBar.
  • Wireless 2,4 GHz frequency-hopping fino a 1 W di potenza dove la normativa lo consente.
  • EvolveOS a bordo: profili salvabili e monitoraggio del sistema dal display sulla testa, senza software esterno.

Il dettaglio che sul set fa davvero la differenza, e che c’era già nel primo Maxima, è il bilanciamento a due sole regolazioni: avanti/indietro e destra/sinistra. Su una struttura a L classica, cambiare un filtro o aggiungere un motore focus ti costringe a rincorrere il baricentro su più assi. Qui le variabili sono due, poi si fa Autotune e si torna a girare. Su una giornata piena, sono minuti recuperati a ogni cambio di ottica.

Prezzo, disponibilità e cosa significa per noi

Il Complete Kit — gimbal, piastra batteria, RCP Lite, dovetail da 315 mm e cavi camera 12 V e 24 V — costa 13.750 euro in tutto il mondo (14.990 dollari negli USA), tasse ed eventuali dazi esclusi. La produzione è a serie limitata: FoMa dice chiaramente che, esaurite le unità di questa edizione, al momento non sono previsti altri lotti. Disponibilità attesa alla fine del primo trimestre 2027.

Secondo noi è esattamente il tipo di attrezzo che non ha senso comprare se non ci fai stagione piena. Quasi 14.000 euro più IVA, con consegna a più di un anno da adesso, si ammortizzano solo se il gimbal pesante lo monti decine di volte l’anno; per uno spot, un videoclip o due giornate di seconda unità, il noleggio è l’unica matematica che regge. E vale la pena ricordarlo: un corpo da 30 kg di payload serve quando il pacco camera è pesante davvero — ARRI ALEXA Mini con zoom e mattebox, o una Blackmagic URSA Cine 12K in configurazione completa. Con una Sony FX3 nuda stai sparando a una zanzara col cannone, e il DJI RS 3 Pro fa lo stesso lavoro con un decimo dell’ingombro.

L’altro punto pratico, per chi gira in Abruzzo: un sistema del genere vuole un operatore che lo sappia usare. La curva d’apprendimento di un gimbal ad anello da 7,5 kg non si smaltisce il giorno delle riprese, e la spesa vera non è il noleggio della testa ma la giornata dell’operatore. Se state pianificando un movimento complesso — carrellate su sterrato, riprese da veicolo sulle strade del Gran Sasso, steadi in interni stretti — parlatene in preproduzione, non la mattina stessa. Nel frattempo, se vi serve solo stabilizzare un pacco leggero, il nostro catalogo kit copre già la maggior parte dei casi reali.

Fonte ufficiale: FoMa Systems. Verifica e dati di prezzo: Newsshooter.