
Il 28 settembre HONOR ha presentato in Cina il Magic9 Pro Max, e questa volta il logo ARRI non sta solo nel comunicato: è stampato sul telefono e sulla scatola. La parte che interessa a noi, però, non è il marchio. È che il telefono registra in ARRI LogC3 con gamut ARRI Wide Gamut 3, cioè la stessa codifica che esce da una ARRI ALEXA Mini.
Cosa fa, numeri alla mano
Stando all’annuncio ufficiale HONOR, la modalità ARRI CINEMA registra così:
- fino a 4K a 60 fps, 10 bit, in LogC3 e ARRI Wide Gamut 3;
- 14 Look ARRI precaricati per vedere in tempo reale il risultato, più 87 grade dalla ARRI Look Library;
- controllo manuale di otturatore, ISO, bilanciamento, fuoco, formato e stabilizzazione;
- principale da 200 MP su sensore da 1/1,28″ a f/1,57 con OIS, tele da 200 MP su sensore da 1/1,4″ a f/2,6, grandangolare da 50 MP a f/2,0;
- 14 stop di gamma dinamica dichiarati dal produttore.
Come riportano CineD e le altre testate di settore, la registrazione è a 10 bit 4:2:2. In Cina parte da 6.499 yuan. Per l’Europa HONOR scrive solo che il lancio è da annunciare: oggi in Italia non si compra, e un prezzo in euro non c’è.
Perché il LogC3 conta più del telefono
Chi gira con l’ALEXA Mini lavora in LogC3 da anni: LUT di set, look del DoP, trasformazioni in DaVinci, tutto è pensato su quella curva. Finora ogni camera “extra” su un set ARRI (action cam, drone, telefono per la crash cam) entrava con un suo log, e in color toccava inseguirla a mano per farla stare accanto al resto. Se il Magic9 registra davvero nella stessa curva e nello stesso gamut, lo stesso LUT si applica a tutte e due le sorgenti e il colorist parte da un punto molto più vicino.
Secondo noi è questo il punto: non è un telefono che “sostituisce” una cinema camera, è un telefono che parla la stessa lingua. Una cosa diversa, e molto più utile.
Dove lo vediamo sul set
- Crash cam e punti impossibili: dentro un’auto, sotto una ruota, attaccato a un palo, dove non metti una camera da decine di migliaia di euro.
- Backstage e verticali per i social della stessa produzione, con un look già coerente col girato principale.
- Location scouting: riprese di prova che il DoP guarda già col LUT del film.
Le cautele, sul campo
Un sensore da 1/1,28″ resta un sensore da 1/1,28″. La curva può essere la stessa, ma rumore nelle ombre, rolling shutter, tenuta delle alte luci e resa dei dettagli no: l’ALEXA Mini ha un Super 35 dietro e un’elaborazione che sul telefono non esiste. I 14 stop sono un dato HONOR, da verificare con i test indipendenti che arriveranno. E finché il telefono non arriva ufficialmente in Europa, per una produzione italiana resta una notizia, non uno strumento.
C’è poi il tema della gestione dei file: sul set le schede della camera principale seguono un flusso di backup preciso, il telefono no. Se entra in produzione, qualcuno deve occuparsene come di una camera vera.
Cosa cambia per chi gira in Abruzzo
Per ora niente di concreto, ed è giusto dirlo. Ma la direzione è chiara: ARRI porta la sua color science fuori dalle proprie camere, e il LogC3 diventa un formato di scambio più largo. Per chi noleggia un’ALEXA Mini per uno spot, un corto o un videoclip significa che le camere “di contorno” si integrano sempre meglio nel grade.
Nel frattempo, se vi serve una seconda sorgente che stia accanto all’ALEXA senza sorprese, la strada più solida resta una cinema camera vera come B-cam: la Sony FX3 per i punti stretti e i gimbal, con un Atomos Ninja V per caricare lo stesso LUT sul monitor e vedere il look già in ripresa. Il resto lo trovate tra le nostre attrezzature a noleggio: chiamateci prima delle riprese e costruiamo il pacchetto insieme.
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