Leitz Cine ha presentato l’iD Mount, un attacco sostitutivo per le serie HUGO e SUMMILUX-C che aggiunge un’interfaccia di metadati a ottiche nate senza. Niente elettronica nuova dentro il barilotto: si cambia l’attacco, si ricontrolla il tiraggio e la lente comincia a dire alla camera chi è. Costa 500 euro per attacco, più 320 euro per la base di programmazione. Ne ha dato conto anche CineD il 22 settembre.

Cosa registra, e cosa no

Il punto da capire subito è che si tratta di metadati statici in protocollo /i. Nel file finiscono:

  • nome dell’ottica e focale;
  • numero di serie;
  • mappa di distorsione;
  • mappa di shading (la vignettatura).

Quello che non arriva è il dato fotogramma per fotogramma: distanza di messa a fuoco e T-stop non vengono letti, a differenza di quanto fa un Cooke /i completo. Se il vostro VFX supervisor vi chiede il fuoco frame per frame per un inseguimento su green screen, l’iD Mount non basta. Se invece gli serve sapere con certezza quale lente era montata su ogni ciak e con quale distorsione, sì.

Quali ottiche

  • HUGO (full frame): un unico design di iD Mount in LPL per tutte le focali della serie.
  • SUMMILUX-C (Super 35): attacco PL, con versioni diverse a seconda della focale. Il 135mm resta escluso.

Si può ordinare una lente nuova con l’iD Mount già montato oppure aggiornare quelle che si hanno. La iD Mount Update Base esiste in versione PL e LPL e, con un software gratuito per macOS e Windows, carica nell’attacco le mappe di distorsione e shading della singola lente. Niente account, niente abbonamento, niente connessione. Leitz offre anche la programmazione in fabbrica con il numero di serie, a pagamento a parte.

Un dettaglio che ci piace: se l’interfaccia smette di funzionare, la lente resta una lente. Si torna a lavorare come si è sempre fatto, a mano, senza fermare il set.

Perché ci interessa, da noleggiatori

Sul campo il problema non è mai stato girare con una SUMMILUX-C: è ricostruire dopo cosa c’era sulla camera. Il foglio del secondo assistente si bagna, si scrive “35” quando era il 40, e al montaggio qualcuno perde mezza giornata. Con il nome e il seriale dentro il clip, il camera report si controlla da solo.

Il secondo vantaggio è per chi fa post con compositing: undistort delle plate, lens matching tra camere diverse, riapplicare la distorsione originale dopo l’inserimento della CG. La mappa arriva già con il girato. Leitz però è onesta su un punto: ogni camera mostra queste informazioni a modo suo, e tutta la catena, dal DIT alla consegna, deve conservare i metadati. Prima di contarci, fate una prova completa col vostro workflow.

Secondo noi 500 euro a lente hanno senso per chi possiede un set HUGO o SUMMILUX-C e lo fa lavorare su spot e serie con effetti. Per chi noleggia per un solo progetto, la domanda giusta da fare al rental è diversa: “le vostre ottiche passano i metadati alla camera che ho scelto?”. È la stessa domanda che ci fate già quando montiamo un set PL su una ARRI ALEXA Mini, su una Sony BURANO con adattatore PL o su una URSA Cine 12K.

Il nostro consiglio

Se in Abruzzo state preparando un lavoro con molta post, diteci subito quali ottiche e quale camera avete in mente: controlliamo in prova camera cosa arriva davvero nei file, prima che lo scopra il compositor. Il resto del parco lo trovate nella pagina attrezzature. Tutti i dettagli ufficiali sono sulla pagina Leitz Cine dell’iD Mount.