Sony ha rilasciato Catalyst Prepare 3.0, e non e’ il solito aggiornamento di manutenzione: le due applicazioni che tutti abbiamo sul portatile da offload — Catalyst Browse, gratuito, e Catalyst Prepare, a pagamento — diventano una sola. Stessa finestra per scaricare le schede, leggere i metadati, stabilizzare e fare la prima correzione colore. Interfaccia rifatta da zero.

Fin qui la buona notizia. La parte che nessuno legge, e che invece conta, sta in fondo alle note di rilascio: con la fusione Sony ha tolto delle funzioni. Non “deprecate”, proprio rimosse.

Cosa sparisce dalla 3.0

  • trasferimenti FTP, nodi esterni e chasing transfer;
  • supporto ODA (Optical Disc Archive) e funzioni legate al PZW-4000;
  • correzione flashband;
  • Library, Storyboard, Clip List e import EDL;
  • export Avid DNxHD;
  • supporto alle segmented body partition.

Sony e’ esplicita: se ti servono, resti sulla versione precedente. Tradotto sul campo, chi lavora in archivio o in broadcast con dischi ottici e trasferimenti FTP non deve aggiornare. E chi consegna a un montatore in Media Composer perde la strada comoda del DNxHD direttamente da Catalyst: quel transcode va spostato altrove.

La rimozione che secondo noi fa piu’ male in silenzio e’ la correzione flashband. Se giri eventi, concerti o conferenze con otturatore elettronico, quella funzione ti ha salvato piu’ di una clip. Ora non c’e’ piu’.

Cosa invece si guadagna

Il resto dell’elenco e’ roba buona, e alcune cose fanno risparmiare tempo vero in fase di scarico:

  • supporto ai formati X-OCN C1/C2 della nuova FX5: se hai in mano quel corpo, la 3.0 non e’ opzionale;
  • regolazioni applicate a piu’ clip insieme — stabilizzazione compresa. Prima si andava una clip alla volta;
  • import dei LUT direttamente dall’interfaccia;
  • navigazione e download dei workspace Ci (cloud) dentro l’app;
  • colonne della lista file personalizzabili, metadati “pinnabili”, anteprima al passaggio del mouse, filtro delle clip per effetti applicati;
  • chi ha una licenza Prepare a pagamento puo’ usare il Catalyst Prepare Plugin (per Premiere Pro e DaVinci Resolve, anch’essi alla 3.0) senza limitazioni: sparisce il watermark della versione gratuita.

Attenzione ai requisiti: la 3.0 taglia le macchine vecchie

Questo e’ il punto che rischia di bloccarti in trasferta. La 3.0 chiede Windows 11 (Windows 10 non e’ piu’ in lista), oppure macOS 14 Sonoma, macOS 15 Sequoia o macOS Tahoe 26. Serve Vulkan 1.2 o superiore, e per stabilizzazione e compensazione del respiro dell’ottica servono Vulkan 1.3 e un processore Intel di undicesima generazione o successivo. Per 8K in rendering, o 4K stabilizzato, Sony consiglia GPU con almeno 6 GB.

Il portatile da DIT che ti porti dietro da quattro anni, con Windows 10 e una Intel di ottava, con la 3.0 non ci va.

Il nostro consiglio prima di aggiornare

Non disinstallare la versione che hai. Installa la 3.0 su una seconda macchina e provala fuori dal set, con del materiale gia’ consegnato: e’ un aggiornamento che cambia flusso di lavoro, non un ritocco di interfaccia. Se in questa stagione hai lavori con consegna in DNxHD o archiviazione su ODA, tieni la 2026.1.1 sul portatile di produzione fino a fine progetto.

Sulla parte prezzi Sony non espone gli importi in chiaro sulla pagina dei piani: ci sono formule mensili e annuali per Catalyst Prepare, per i plugin e per la Catalyst Production Suite, con primo mese gratuito per chi non ha mai attivato un abbonamento. L’ingresso gratuito resta.

Per chi gira in Abruzzo con corpi Sony la lettura e’ semplice: se sei sulla Sony BURANO e lavori in X-OCN, la 3.0 e’ un passo avanti nel giro di scarico; se stai facendo documentario con Sony FX9 o Sony FX6 e il tuo flusso e’ gia’ rodato, aspetta la fine del progetto. Se ti serve una macchina per un singolo shooting invece di comprarla, il nostro catalogo a noleggio e’ li’ apposta.

Fonti: note di rilascio ufficiali Sony (agosto 2026) e Newsshooter.