
Sony ha annunciato oggi, 22 luglio, la FX5. È la nuova Cinema Line che si infila tra la FX3 e la FX6, ma la vera notizia non è il posizionamento: è che registra X-OCN internamente in un corpo da 4.898 dollari. Fino a ieri quel codec voleva dire VENICE o BURANO, cioè un’altra fascia di budget e un altro tipo di produzione.
Cosa monta, in breve
Sensore full-frame stacked Exmor RS da 16,6 megapixel, processore BIONZ XR2 con unità AI dedicata, 15+ stop di latitudine dichiarati in S-Log3. Il resto delle specifiche ufficiali:
- Triplo ISO base: 800, 4000 e 12800 — è il primo corpo Sony sotto i 6.000 dollari ad averlo
- 5K fino a 60p, 4K fino a 120p, FHD fino a 240p, con modalità Open Gate 3:2
- X-OCN 16-bit interno nelle tre varianti LT, C1 e C2, più XAVC S-I, XAVC HS e XAVC S
- Doppio slot CFexpress Type A (per l’X-OCN servono schede certificate VPG400)
- Stabilizzazione ottica a 5 assi, desqueeze anamorfico da 1.3x a 2.0x
- Audio fino a 96 kHz / 32-bit float su 4 canali con l’impugnatura XLR
- Mirino OLED basculante da 0,58″ opzionale, corpo di circa 730 grammi
Il corpo nudo costa 4.898 dollari, 5.498 nel kit con l’impugnatura XLR. Il listino europeo non è ancora stato comunicato. Nota non secondaria: la FX5 non ha funzioni fotografiche, è una macchina da video e basta.
Perché l’X-OCN interno cambia i conti
Secondo noi è qui che sta il senso di questa macchina. L’X-OCN è RAW scene-linear a 16 bit ma con file molto più gestibili del ProRes RAW o del REDCODE a parità di qualità: in LT si sta sotto ai 100 MB/s per parecchie combinazioni di risoluzione e frame rate. Per una produzione italiana media significa poter girare in RAW su uno spot o un corto senza triplicare il budget dello storage e senza portarsi dietro un registratore esterno.
Con la Sony BURANO lo stesso workflow costa parecchio di più a giornata. La FX5 lo porta su un corpo che sta in mano, va su gimbal e non richiede un reparto camera strutturato.
Le due cose da mettere in conto
La prima sono i dati. X-OCN interno vuol dire schede CFexpress Type A VPG400 — non le più economiche in circolazione — e un piano di backup serio sul set. Se giri due giornate in LT senza un data manager e due copie, stai correndo un rischio che non vale il risparmio. La seconda è la fascia: i 5K60 e i 4K120 sono ottimi numeri, ma chi ha bisogno di ND interni, uscita SDI e un corpo pensato per stare su spalla per otto ore continua a stare meglio con la FX6. Non è la stessa macchina, è un’altra logica di set.
Quando conviene noleggiarla invece di comprarla
Cinquemila dollari più ottiche, schede, batterie e rig arrivano tranquillamente sopra i 9.000 euro di investimento. Se giri due o tre progetti l’anno che chiedono davvero il RAW, quel capitale immobilizzato non rientra: si ammortizza solo con un volume di lavoro che in Abruzzo hanno in pochi. Chi ha già una FX3 come A-cam, poi, ha un altro motivo per aspettare — il salto è reale ma non è urgente.
Il nostro consiglio è quello di sempre: si prende a noleggio sul progetto che la giustifica, si mette a listino nel preventivo e la si scarica sul cliente. Le disponibilità Sony sui lanci Cinema Line sono storicamente lente nei primi mesi, quindi appena arriveranno le date italiane aggiorneremo il nostro catalogo. Nel frattempo restiamo dell’idea che la FX5 sia la macchina più interessante annunciata quest’anno per chi lavora con budget medi.
Fonte ufficiale: Sony Cinematography. Approfondimento tecnico su Newsshooter.
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