
La Sony FX6 è il corpo che esce e rientra dal nostro magazzino più di ogni altro. Proprio per questo abbiamo visto ripetersi sempre gli stessi cinque inciampi, quasi tutti di gente brava che con la FX6 non aveva ancora girato. Nessuno è un difetto della camera: sono scelte che si fanno il giorno prima, quando si prenota, e che sul set non si possono più correggere.
1. Accontentarsi della batteria piccola
La FX6 va a batterie BP-U. La BP-U35 è la più comune, è compatta e sta bene in tasca, ma con il monitor acceso e l’autofocus al lavoro una giornata piena non la copre. Se il piano di lavoro dice dieci ore, chiedi le BP-U70 o le BP-U100: pesano di più sul dorso ma ti tolgono il cambio a metà scena. In alternativa si va a V-mount con la piastra, e allora il problema non esiste più.
2. Dare per scontato che le SD bastino
Il doppio slot accetta sia CFexpress Type A sia SDXC, e questa flessibilità inganna. Le SD vanno benissimo per il Long-GOP e per il 4K a 25 o 50p, ma quando sali in XAVC-I e soprattutto quando vai a prendere i 120 fps in 4K la scheda giusta è la CFexpress Type A. Chi arriva con due V90 in tasca convinto di essere a posto scopre lo stop in registrazione nel momento peggiore, cioè sullo slow motion che non si ripete.
3. Lasciare l’ND in automatico tutto il giorno
L’ND variabile elettronico integrato è il motivo per cui questa camera vince sul run-and-gun: passi dal sagrato in pieno sole alla penombra della sala senza avvitare niente. La modalità automatica però lavora in continuo, e su un’inquadratura ferma con una nuvola che passa si vede l’esposizione che respira. La nostra regola sul campo: automatico quando cammini e insegui, manuale appena la camera si ferma su un treppiede.
4. Aggiornare il firmware la sera prima
Sulla FX6 aggiornare il firmware azzera le impostazioni: assegnazioni dei tasti, picture profile, tutto quello che ti sei costruito. Ci si aggiunge che dalla versione 6.00 è cambiata l’interfaccia e che la 6.01 di settembre ha ritoccato la resa cromatica nelle alte saturazioni, quindi due corpi con firmware diversi sullo stesso set non ti danno esattamente lo stesso rosso. Noi in magazzino applichiamo una regola secca: il firmware si tocca prima del progetto, mai durante. Se ti servono due corpi, arrivano con la stessa versione.
5. Aspettarsi il RAW dal registratore sbagliato
La FX6 il RAW a 16 bit lo manda fuori dalla BNC, e serve un registratore con ingresso SDI. L’Atomos Ninja V che noleggiamo lavora in HDMI: come monitor e come registratore ProRes è perfetto, il RAW della FX6 non te lo prende. Se il progetto lo prevede, dillo in fase di prenotazione e ti diamo la catena giusta invece di farti scoprire la cosa con la camera in mano.
Comprarla oggi conviene meno di un anno fa
C’è un dato che rende il discorso concreto: dal 1° settembre Sony ha ritoccato i listini italiani e la FX6 è salita di circa l’11,8%. Chi gira pochi progetti l’anno adesso ha un ammortamento ancora più lungo davanti, e lo stesso corpo a noleggio arriva revisionato, con le schede e le batterie giuste per quel lavoro specifico, e la consegna sul set inclusa in tutta la regione.
Le combinazioni che funzionano meglio le conosciamo: la Sony FX3 come B-cam, perché colore e workflow restano gli stessi, e il DJI RS 3 Pro per i movimenti, con il bilanciamento già fatto prima della consegna. Il resto è nei nostri kit.
Le specifiche ufficiali stanno sulla pagina Sony della ILME-FX6; l’analisi tecnica al debutto, con i numeri del sensore e del Dual Base ISO, è su CineD.
Un'ampia gamma di attrezzatura a catalogo, consegna sul set inclusa in tutto l'Abruzzo.


