
Il 28 luglio, poco dopo le 16:30 ora locale, un forte terremoto ha colpito la prefettura di Kumamoto, nel sud del Giappone, seguito da una scossa altrettanto violenta una quarantina di minuti dopo. Le stime sulla magnitudo variano tra le agenzie (si parla di valori tra 6,8 e 7,1), e sul posto si contano decine di feriti. Il giorno dopo Sony Semiconductor Solutions ha pubblicato un comunicato che riguarda da vicino anche il nostro lavoro: la produzione al Kumamoto Technology Center è ferma.
Cosa dice il comunicato ufficiale
Sony è stata asciutta e non ha promesso date. I punti che contano:
- Lo stabilimento di Kikuyo-machi (Kumamoto Technology Center) ha interrotto le lavorazioni subito dopo il sisma del 28 luglio e al 29 luglio risulta ancora sospeso.
- È in corso la verifica dei danni agli edifici e alle linee di produzione. Nessuna data di riavvio comunicata.
- Nessun infortunio tra i dipendenti presenti nei siti al momento della scossa.
- Gli altri impianti del gruppo — Nagasaki, Oita e Kagoshima — non hanno riportato danni significativi.
Kumamoto non è una fabbrica qualsiasi: è il polo principale per i sensori d’immagine destinati a fotocamere e telecamere, con una capacità che la stampa di settore stima in milioni di sensori al giorno. Nella stessa zona hanno impianti anche Fujifilm (filtri colore per sensori) e TSMC, entrambi evacuati.
Cosa c’entra con chi gira in Italia
Facciamo subito una premessa onesta, perché in queste ore girano titoli allarmistici: nessuno può dire oggi se e quanto questo si vedrà sui listini. Tra il wafer che esce da una fab e la camera che arriva al rivenditore italiano ci sono mesi di magazzino e di assemblaggio. Se l’impianto riparte in poche settimane, probabilmente non ce ne accorgeremo. Se lo stop si allunga, l’effetto arriverà comunque in ritardo, verso fine anno.
Detto questo, un dato di fatto c’è già: la scorsa settimana Sony aveva avvertito che gli ordini della nuova FX5 hanno superato le previsioni, con possibili ritardi di consegna. Sommare una fermata produttiva a una domanda già sopra le attese non aiuta.
Secondo noi la lezione pratica è una sola, e vale a prescindere da come finisce: non si costruisce un piano di lavorazione su un corpo macchina che non è ancora arrivato. Lo vediamo ogni stagione in Abruzzo — il regista o il produttore che ha ordinato la camera nuova a maggio per girare a settembre, e a settembre la camera non c’è. La data delle riprese non si sposta: si spostano i piani di chi ci lavora.
Il nostro consiglio da noleggiatori
- Se hai un acquisto in programma, valuta di rimandarlo di qualche mese e coprire i lavori a noleggio. Non è una frase di comodo: se davvero le forniture si tendono, i prezzi non scendono e l’ammortamento peggiora.
- Se hai già una produzione fissata, blocca il corpo macchina adesso invece di aspettare. Una Sony FX6 o una Sony BURANO prenotate sono una certezza; un ordine in lista d’attesa no.
- Tieni un piano B di marca diversa. Se il tuo workflow è tarato solo su un corpo Sony, provare in anticipo un’alternativa come la Canon EOS C70 ti toglie un problema il giorno in cui serve davvero.
Per il resto, la cosa più sensata è aspettare il prossimo aggiornamento di Sony sui danni. Noi il magazzino ce l’abbiamo qui, le camere sono già in casa: qualunque cosa succeda alle catene di fornitura, chi gira in Abruzzo trova l’attrezzatura pronta. Puoi vedere tutto nella pagina attrezzature.
Fonte ufficiale: comunicato Sony Semiconductor Solutions. Verifica e contesto: PetaPixel.
Un'ampia gamma di attrezzatura a catalogo, consegna sul set inclusa in tutto l'Abruzzo.


